Triplice omicidio di Cursi, assassino condannato all’ergastolo

Si chiude con il carcere a vita il processo col rito abbreviato nei riguardi di Roberto Pappadà, il 57enne di Cursi che lo scorso 28 settembre freddò i tre vicini di casa e ferì gravemente la madre di uno di questi

CURSI - Carcere a vita per l’uomo che ha assassinato tre vicini di casa e ne ha ferito un quarto, per motivi banali, come quello legato al parcheggio dell'auto davanti al portone. E’ questo il verdetto emesso oggi dal giudice Simona Panzera al termine del processo abbreviato nei riguardi dell’omicida reo confesso Roberto Pappadà, 57 anni, di Cursi, in linea alla richiesta della pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Donatina Buffelli.

La scelta del rito alternativo ha risparmiato all’imputato (difeso dall’avvocato Nicola Leo) l’isolamento, ma per saperne di più bisognerà attendere novanta giorni, quando saranno depositate le motivazioni del giudice. La sentenza ha inoltre riconosciuto il risarcimento del danno in separata sede ai quattro familiari che, parti civili con gli avvocati Arcangelo Corvaglia e Marino Giausa, avevano richiesto 2milioni di euro a testa.

PAPPADA' ROBERTO (1)-4Era la notte del  28 settembre scorso, quando Pappadà decise di far esplodere la rabbia accumulata in colpi d’arma da fuoco (un revolver Smith & Wesson calibro 357 magnum detenuto illegalmente): due proiettili, uno alla tempia, l’altro al petto, raggiunsero Andrea Marti, di 36 anni, poi fu la volta del padre Francesco Antonio, di 63, e della zia Maria Assunta Quarta, di 55, che morì durante il trasporto in ospedale. Fu colpita anche Fernanda Quarta, la madre del 36enne che però riuscì a fuggire e riportò ferite lievi (la prognosi fu di 10 giorni). Per questo l’assassino reo confesso rispondeva oltre che di triplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, anche di tentato omicidio.

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