Truffa da 200mila euro, a processo l’inventore delle minipale eoliche

Rinviato a giudizio Parrotto, il giovane imprenditore di Casarano, accusato di aver ingannato dodici investitori. Risponderà anche di calunnia e insolvenza fraudolenta

Il Tribunale di Lecce.

LECCE - Dagli studi televisivi,  dove si presentò al grande pubblico come creatore delle turbine minieoliche e grande innovatore delle energie rinnovabili, Gianluigi Antonio Parrotto è finito al banco degli imputati. A partire dal 24 gennaio, l’imprenditore 24enne di Casarano dovrà respingere le accuse di truffa aggravata, calunnia ed insolvenza fraudolenta, davanti al giudice Stefano Sernia. La data del processo è stata fissata, ieri, dal gup Vincenzo Brancato che, al termine dell’udienza preliminare, ha accolto oltre alla richiesta di rinvio a giudizio (firmata dal pubblico ministero Valeria Farina Valaori), la costituzione di dodici parti civili. Tanti sarebbero stati, per l’accusa, gli investitori ingannati dal giovane imprenditore, al tempo in cui ricopriva il ruolo di amministratore della “Gp Renewable” di Casarano e della “Air Group Italy”, di Surbo.

In particolare, tra il 2014 e il 2015, avrebbe venduto, per una cifra complessiva di circa 190mila euro, mini impianti eolici che si sarebbero rivelati inefficienti e improduttivi, a causa di difetti progettuali e costruttivi o perché il luogo dell’installazione (alla quale si sarebbe proceduto senza le dovute verifiche) non era idoneo. E, ora, gli investitori sono pronti a chiedergli il conto (attraverso gli avvocati Laura De Luca, Renato Magni, Angela Frascaro, Carmela Palese, Francesca Volpe, Stefano Bruno e Carmela De Mattia). In aula, Parrotto dovrà rispondere anche di calunnia perché avrebbe accusato ingiustamente della scomparsa di un assegno l’uomo al quale, invece, lo avrebbe consegnato lui stesso a titolo di cauzione della locazione di un immobile stipulata con contratto nel gennaio 2015; e, ancora, di insolvenza fraudolenta perché, il 15 febbraio del 2016, quale titolare della “Air group Italy”, dissimulando il proprio stato di insolvenza, avrebbe contratto obbligazioni nei riguardi del titolare di un’agenzia di comunicazione, non pagando le fatture per i lavori ricevuti pari a 2.196 euro e 427 euro.

Queste le accuse che l’imputato avrà modo di respingere durante il processo, attraverso l’avvocato Mauro Marzano. Ieri, il legale aveva chiesto al gup una sentenza di non luogo a procedere, sostenendo che il ragazzo non poteva essere al corrente dell’inefficienza degli impianti acquistati da una ditta straniera. La richiesta però è stata respinta. Parrotto, tuttavia, ha dichiarato che farà di tutto per dimostrare la propria innocenza: “A me sembra ancora molto strano dovermi difendere da un simile reato, perché, le turbine oggetto del fatto criminoso, contestatomi, non sono mai state prodotte dalla mia società tanto meno certificate, bensì sono state prodotte da una società nel Nord Italia (lo dimostrano anche le foto che hanno allegato i querelanti) e testate da un ente Universitario. Quindi ad oggi io mi chiedo se queste persone stiano cercando veramente un colpevole o il colpevole. Sono sicuro però di una cosa, questo processo, presto, farà luce su chi veramente è la vittima e chi il carnefice. Non ho in alcun modo intenzione di accettare compromessi e procederò fino all’ultimo grado di giustizia se necessario. Farò valere i miei diritti e la mia versione, che ormai da diversi anni è sempre la stessa. Difenderò fino all’ultimo il mio operato, la mia carriera e l’operato dei miei ex collaboratori che hanno lavorato con diligenza e senso di responsabilità per l’azienda e per tutti i nostri clienti”. 

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