Truffa del bancomat, ci riprovano subito nella stessa gioielleria e finiscono nei guai

Chi troppo vuole nulla stringe. E così, il giorno dopo un escamotage per portare via monili per oltre mille euro da un negozio di Ruffano, marito e moglie casaranesi sono ritornati alla carica. Ma la titolare non c'è più cascata ed è risalita anche al compro oro a cui erano stati ceduti gli ori

Repertorio. (@TM News/Infophoto)

RUFFANO – Chi troppo vuole nulla stringe. Gli è andata bene una prima volta, così una coppia di Casarano ci ha riprovato una seconda. Ma dopo il primo e il secondo tempo di quella che sembra una vera e propria commedia, i titolari di una gioielleria di Ruffano si sono recati presso il commissariato di polizia Taurisano. E qui gli agenti dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, dalle descrizioni fornite di una donna che con uno stratagemma si era appropriata di gioielli per oltre mille euro, riprovandoci addirittura il giorno dopo, hanno intuito bene chi potesse essere. I precedenti non le mancano. La classica “già nota a questi uffici”.

Così, hanno suggerito anche come muoversi. E in trappola è finita proprio lei, 36enne, che pensava di tendere ancora una volta la rete e appropriarsi di altri monili. Con lei, nei guai anche il marito, 40enne, complice, ma con un ruolo diverso, come in ogni buona famiglia, in cui ci divide nelle faccende quotidiane. La donna ora risponde di truffa, il coniuge di ricettazione. Entrambi sono indagati a piede libero.

Tutta la storia risale a pochi giorni addietro. La casaranese s’è presentata nella gioielleria di Ruffano per visionare vari monili. Scegliendo una catenina d’oro giallo e bianco, un pendente, sempre in oro bicolore, raffigurante una croce con il volto di Cristo in rilievo, e un braccialetto della stessa lavorazione della collana. Totale: mille e 100 euro.

Il raggiro s’è innescato mentre si stava preparando la confezione regalo. La signora ha iniziato a conversare amabilmente con la titolare del negozio. Ha giocato d’effetto sfruttando tecniche psicologiche spicciole. Le ha “ricordato” di essere sua vecchia cliente. L’anno precedente, a suo dire, aveva fatto altri acquisti di oggetti in oro. Le ha anche menzionato, per apparire più credibile, particolari dell’attività commerciale e persino della sua vita. Tutto rispondente al vero. Il che dimostra come spesso si mettono a segno le truffe: si raccolgono informazioni personali su chi s’intende frodare. E se si sia dotati di una buona parlantina, unita a una gran faccia tosta, il più delle volte il gioco è fatto.

Grazie a questa tecnica, la 36enne è riuscita a conquistare la fiducia della titolare. Al momento del pagamento, ha estratto un bancomat emesso dalla Bnl, inserito nel Pos. Ma la carta è risultata bloccata. Il codice Pin, sbagliato. Diversi tentativi, nulla. La cliente, però, aveva bisogno urgente di quegli oggetti. Il giorno dopo, ha spiegato, avrebbe dovuto partecipare a una cerimonia. Così, ha assicurato che avrebbe quanto prima regolato il pagamento. E la titolare, alla fine, ha accettato.

Il fatto è che la 36enne è davvero tornata, di mattina, il giorno seguente. Troppa sicurezza. Ha anche chiesto di visionare altri oggetti, per un altro regalo. Famiglia larga, tante cerimonie. La titolare del negozio, che evidentemente già aveva intuito qualcosa di anomalo, le ha dato in visione alcuni gioielli. Alla fine, la cliente ha scelto una catenina con pendente raffigurante una croce da uomo, un bracciale da donna e un paio di orecchini, anche questi in oro bicolore bianco e giallo. Il tutto, per mille e 815 euro. Questa volta ha anche chiesto di non confezionarli perché li avrebbe dovuti consegnare subito ai destinatari.

Ed ecco di nuovo il teatrino sul Pos. Questa volta ha estratto una carta della Bpp, ma l’effetto è stato identico al giorno precedente. La titolare del negozio ha iniziato a nutrire seri dubbi sull’onestà della donna e, dopo aver accertato tramite l’operatore dell’assistenza che il Pos funzionava correttamente, si è fatta riconsegnare gli oggetti in oro che nel frattempo la cliente aveva già riposto nella sua borsa, chiedendo, inoltre, i suoi dati anagrafici per compilare la bolla di acquisto.

Le ha anche suggerito di recarsi presso il bancomat di una banca, proprio nei pressi del negozio, per ritirare i soldi. La cliente ha rilasciato i dati e anche il numero del cellulare. Che, in seguito (come si sospettava) sono risultati fasulli. Uscita dal negozio, si è anche diretta veramente verso la banca, ma seguita con lo sguardo dalla commerciante. E non è certo sfuggito il fatto che abbia solo finto di varcare la soglia dell’istituto di credito, per poi subito cambiare strada e salire a bordo di un’auto condotta da un uomo (il marito). Di questa, la titolare ha rilevato il numero di targa. E l’ha consegnata alla polizia quando s’è recata presso il commissariato di Taurisano per formalizzare una denuncia.

Dai dati, gli agenti sono risaliti al proprietari del veicolo. Hanno poi consigliato alla commerciante di recarsi a Casarano, dove la coppia risiede, e presso vari compro oro, fingendosi una cliente interessata a visionare oggetti, per capire se i suoi gioielli fossero stati rivenduti. Solo lei, infatti, avrebbe potuto riconoscerli immediatamente.

E, in effetti, in uno di questi ha ritrovato i monili. Erano stati venduti regolarmente all’ignaro commerciante. La donna ha chiamato la polizia che, arrivata sul posto, ha sequestrato gli oggetti ed ha acquisito la documentazione sul soggetto che li aveva ceduti. La descrizione combaciava con l’uomo visto alla guida della vettura. Il resto l’hanno fatto le immagini acquisite dalle telecamere di videosorveglianza della gioielleria. Hanno immortalato la donna, ben nota. E di fronte a tali evidenze, per la coppia è scattata la denuncia.

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