Case in affitto inesistenti, oltre 60 vittime di un unico truffatore seriale

Un 46enne di Scorrano avrebbe guadagnato somme per complessivi 30mila euro. In vendita on line anche un cane “fantasma”. E altre tre denunce recenti dei carabinieri di Gallipoli

Scorcio di Gallipoli, località spesso usata per lo schema delle truffe con le case vacanze.

LECCE - Ha un volto l’uomo che avrebbe proposto on line l’affitto di appartamenti, di cui non è proprietario, nel cuore di Milano, Roma e Bologna e a Otranto, con l’obiettivo di intascarsi le somme versate come anticipo dagli utenti. A inserire annunci falsi sui principali siti web di compravendita sarebbe stato Paolo Maraschio, 46 anni di Scorrano, che ora rischia il processo per truffa e sostituzione di persona.

Sono questi i reati accertati dall’inchiesta condotta dal pubblico ministero Paola Guglielmi che ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini a carico del 46enne accusato di aver tessuto questa rete di inganni sul web, nella quale sono rimaste impigliate decine e decine di utenti e attraverso la quale sarebbe riuscito ad appropriarsi, dall’agosto del 2015 al 31 maggio del 2017, di somme dai 50 ai 1200 euro per una cifra complessiva di circa 30mila euro. Sono 60 per la precisione le vittime indicate nell’atto del pm, con le quali Maraschio avrebbe usato lo stesso modus operandi: dopo aver proposto sul sito di vendita la locazione di un appartamento e aver ricevuto da parte dell’utente, rassicurato telefonicamente e a volte anche via mail, l’accredito di un anticipo sul suo conto corrente si sarebbe reso irreperibile.

In un caso, il 46enne avrebbe messo in vendita un cane “fantasma”, un “Terranova” di quattro anni, al costo di 400 euro, ottenendo dall’interessato 277 euro. Ma non finisce qui. Maraschio, come anticipato, non risponde solo di truffa ma anche di sostituzione di persona, perché secondo l’accusa, il 21 marzo 2017, avrebbe acceso un contratto di finanziamento per 1.860 euro a nome di un'altra persona con una società finanziaria, chiamata poi a rispondere del debito. Ora, l’indagato ha venti giorni di tempo per produrre documenti, presentare memorie, depositare documentazione relativa ad attività di indagine svolta dal difensore (l’avvocato Giuseppe Presicce), rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere interrogato. Scaduto il termine, il magistrato valuterà se far proseguire il procedimento, avanzando richiesta di rinvio a giudizio.

Quello di Maraschio non è un caso isolato. Proprio nelle scorse ore i carabinieri della stazione di Gallipoli hanno identificato tre persone (I.A.G., 45enne di Sannicola, L.A. 46, di Bari, residente a Roma, C.R., 26, di Napoli), che tra luglio e agosto scorsi, come lui avrebbero messo in affitto on line appartamenti, in località Baia Verde (a Gallipoli) di cui non erano proprietarie, intascandosi così somme per complessivi 9mila euro. A dare il via alle indagini, la denuncia di 15 turisti.

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