Ladri simulano cantiere e sradicano il bancomat con un caterpillar

Il colpo, terzo in tre settimane, nella notte a Tuglie ai danni della Bpp. Questa volta non è stato usto esplosivo. Strada bloccata con un camion cassonato e alcune transenne

TUGLIE – Ci hanno provato, ancora una volta. Cambiando tattica. Niente più “marmotte” esplosive o acetilene come a Cutrofiano e la settimana successiva a Veglie.

A Tuglie, la notte scorsa, la "banda del bancomat" è tornata all’antico: il caterpillar.  Con un sistema ingegnoso. Dovendo agire nel pieno centro del paese, in via Aldo Moro, in un punto anche piuttosto stretto, i malviventi hanno simulato la presenza di un cantiere, allestendolo i pochi minuti nel cuore della notte.

Con un furgone Iveco dotato di cassone e persino alcune transenne per rendere più “ufficiali” i finti lavori, hanno di fatto bloccato il passo a eventuali vigilanti o forze dell’ordine. Chiunque fosse passato in quei momenti, avrebbe pensato a qualche opera che sarebbe ripresa al mattino. Quindi, con la grossa pala meccanica del mezzo per il movimento terra, hanno sfondato la vetrata e sradicato il bancomat della filiale della Banca popolare pugliese. Era quello il loro obiettivo. Dentro, una somma ancora da quantificare. L’intero danno è comunque coperto d’assicurazione.

Tutto questo è avvenuto in un arco temporale piuttosto ristretto, in un quarto d’ora circa, dalle 3,30 alle 3,45. I ladri hanno agito sotto le videocamere, le cui immagini ora sono al vaglio degli investigatori dei carabinieri, ma avranno sicuramente mantenuto i volti coperti. Per fuggire, hanno usato un terzo veicolo, ancora non identificato con precisione, sul quale hanno ovviamente caricato anche il forziere, per trasportarlo in qualche luogo sicuro e scardinare lo sportello con relativa tranquillità. E' probabile che si tratti di un furgone.

Insomma, se questa volta non c’è stata deflagrazione, il fragore, dovuto all’impatto del caterpillar sulla vetrata non è comunque mancato. Ecco perché i carabinieri della compagnia di Gallipoli, diretti dal tenente Francesco Battaglia, e della stazione di Sannicola, che stanno portando avanti le indagini, sono certi che vi siano uno o più testimoni, fra il vicinato, e sperano che possa fornire qualche indicazione al momento sfuggita. Gli "occhi elettronici" sono utili, ma a volte quelli umani fanno la differenza.

Nelle indagini, partecipa anche il Nucleo investigativo di Lecce, coordinato dal maggiore Paolo Nichilo. Importanti sono anche i rilievi affidati alla Sezione investigazioni scientifiche di Lecce. Sul posto, questa mattina, si sono recati gli uomini al comando del luogotenente Vito Angelelli, che sono a caccia di tracce, come impronte latenti, sui due mezzi recuperati. Entrambi, va detto, risultano rubati. Il camion ancora non si sa dove, di preciso, mentre il caterpillar è stato sottratto la notte stessa del furto nella zona di Parabita. Un’indicazione che potrebbe rivelarsi importante.

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Commenti (18)

  • MA tutti dormono e nessuno sente niente ?? Sonno profondo!!!

  • Che malvagità di persone ma come si fa a non prendere i dovuti provedimenti quando sara sara che verranno presi? E pensare tutti diciamo sarebbe giusto tornare indietro con le leggi che con queste nonvervono le carceri di oggi per qusta gente non gli fa cambiare mestiere

  • Terra di nessuno vien quasi da ridere un caterpillar che vaga tranquillo nel cuore della notte indisturbato.sogni d'oro tutori della legge

  • Mi gioco tutto che non è roba madre in Salento... Romania...magari parenti di qualche badante che tanto amorevolmente curano e assistono i ns cari..

    • Non dimentichiamo che l'asse Bari-Brindisi è stato spesso la patria di bande spericolate, specializzate in furti rocamboleschi.

  • mimmo non sono scusanti ma, pura e cruda realtà....putroppo.... chi delinque sa di dover mettere inconto x di rischio,ma sa pure che dopo 5/7 mesi di branda sono dinuovo sul pezzo cocordo con Diego

  • Vorrei tanto capire il tipo di lavoro o magari il mezzo di sostentamento con il quale lor signori i 'commentatori"di Lecceprima affrontano e superano i giorni i mesi egli anni.Sono convinto che non conoscete di persona il termine (disoccupato)e licenziato.Se una persona arriva a compiere determinati atti può anche essere dovuto al fatto che si trova in una situazione sopra citata e non vede altre vie d'uscita per affrontare le farei scadenze bollette spese giornaliere ecc ecc.Dunque non voglio fare di tutta l'erba un fascio,ma la disperazione che noto in giro per il Salento per la mancanza del lavoro none certo un deterrente alle rapine.Quando leggo di qualcuno che si suicida per questi motivi mi domando:(e se magari avesse fatto un colpo del genere) ?O per voi gentili "commentatori"fa bene ad ammazzarsi?Che mi rispondesse qualche genio.

    • Assolutamente vero quello che dici solo che ce ancora qualche Diego che si ostina a nn capire. Ripeto che siano professionisti non ce dubbio ma dietro a queste azioni che nn sono sporadiche ma bensí continuative ce l'amara realtà della disoccupazione e della poverta

      • Siete voi che vi ostinate a trovare una giustificazione per questa esplosione di atti criminosi. Ho tanti amici e parenti che hanno perso il lavoro: due sono a Berlino e hanno trovato un ottimo lavoro, un altro è in Lombardia e lavora anche lui, una mia amica è a Londra e lavora in un atelier. Nessuno dei miei amici si è messo a scassinare banche o farmacie dopo essere rimasto senza sostentamento. Questa è gente che il lavoro, se mai l'hanno avuto, gli è sempre puzzato, quindi non sono accettabili alcune scuse, perchè non reggono e i numeri vi sconfessano. Solo una insignificante percentuale delle migliaia di disoccupati leccesi, inforca quella strada, gli altri si arrotolano le maniche e si trovano un'altro lavoro; anche a costo di salire e scendere le altrui scale, come recitava Padre Dante Alighieri.

    • Forse non mi sono spiegato a sufficienza: per compiere queste imprese criminali, bisogna avere alle spalle una preparazione paramilitare, che prevede un piano ben studiato, e una tecnica esecutiva di prim'ordine. Non è impresa da disoccupati vogliosi di guadagnare soldi facili, ma di banditi professionisti in grado di appropriarsi di soldi difficili da prendere e non facili. Resta il fatto che qualsiasi giustificazione per simili atti è amorale e profondamente ingiusta, principalmente per le migliaia di persone disoccupate che non si danno certo alla malavita quando restano senza lavoro. Quello che facciamo noi commentatori a lei non interessa, tra di noi ci sono lavoratori, ex lavoratori e disoccupati...ma cosa cambia?

  • Quando si vede nascere un cantiere in una pubblica via, chi ha il dovere di verificare i motivi per i quali questo cantiere è sorto? Anche questa è una forma di "assenteismo istituzionale"!!!!

  • Ma il cantiere non deve essere autorizzato....chi doveva controllare???? c'è troppo menefreghismo e la delinquenza in questo ci sguazza....

    • Sei veramente un pollo...

  • Ma secondo voi perché stanno succedendo sempre di piu questi episodi? Semplice non è per puro divertimento ma perché ce mancanza di lavoro e crisi profonda e questo porta all' esasperazione

    • Ma non mi faccia ridere: questi non sono disperati "ladri di polli", sono professionisti...Se proprio vuole ricercare le cause gliele elenco io: leggi penali fasulle; mancanza della certezza della pena; mancanza di personale e mezzi.

      • Bravo Diego.E facile nascondersi dietro queste scusanti.Giusto come dici Tu,e la mancanza di pena, e se ci sono,sono come l'acqua fresca.Bisogna che le pene siano durissime di quelle che lasciano il segno,prima fisico e poi,se può servire mai,morale.

        • Sig. Mimmo, ma Lei davvero ci crede che gli idioti,( poi non tanto idioti) possano leggiferare leggi per pene pesanti e certe? Ma ha visto come hanno difeso dalla prigione il senatore Minzolini? Nonostante la cassazione abbia emesso sentenza definitiva di condanna alla prigione, i politici non hanno fatto altro che fargliela evitare. Ordunque , in un paese come il nostro, governato da tali elementi corrotti, concussi e sopratutto inaffidabili, sara' mai possibile che una condanna possa essere una condanna certa?

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