Una barriera in geo-sacchi contro l'erosione costiera

Una soluzione finalmente efficace, almeno secondo le prime indicazioni, per fermare l'erosione costiera: barriera in geo-sacchi sperimentata dalla Nautilus Puglia, in collaborazione con Assobalneari

messainopera
PORTO CESAREO - Una barriera in geo-sacchi per fronteggiare il problema dell'erosione costiera nel Salento: la proposta e la sperimentazione arriva dalla "Nautilus Puglia - servizi per l'oceanografia e la gestione della fascia costiera". A seguito di approfonditi studi meteo-climatici, meteo-marini ed oceanografici, infatti, sono stati identificati una serie di cambiamenti climatici e oceanografici che a partire dal 2008 stanno creando puntuali e devastanti momenti di erosione costiera su molte spiagge salentine e italiane in generale. Il fenomeno si verifica solo sui tratti in cui una delle due barre a mare (dune subacquee naturali presenti nella porzione sommersa di una spiaggia), normalmente quella più vicina alla battigia, è scomparsa o si è scomposta in modo discontinuo.

Questi studi permettono anche di prevedere con buona puntualità, entro massimo dieci giorni, dove e quando si verificherà l'evento erosivo, con una buona precisione validata non solo in tutto il Salento ma anche in altre aree d'Italia della zona adriatica. L'idea progettuale, grazie alla collaborazione con Assobalneari Salento, ha portato ad un nuovo tipo di intervento antierosione su un tratto di costa particolarmente colpito dal fenomeno dell'erosione, ovvero la baia di Torre Lapillo (Porto Cesareo) tra il lido Goa ed il lido Bassamarea.

A tal fine, sono stati eseguiti i necessari rilevamenti idrodinamici e geomorfologici e si è programmato di ristrutturare la barra intertidale per una lunghezza di oltre 600 metri, scomparsa dal 2008, mediante l'utilizzo di strutture totalmente reversibili e facilmente amovibili: semplici sacchi in polietilene riempiti di sabbia dal peso di 1800 chili cadauno. La barriera è stata progettata per avere tre specifiche funzioni: attenuare il fenomeno erosivo che a partire dal mese di settembre 2010 aveva intaccato oltre il 30 per cento del volume delle dune; fungere da cella di cattura per la sabbia che nell'area viene apportata solo con forti mareggiate dal quadrante sud, provocate da venti con intensità superiore a 20 nodi; stabilizzare il tratto di spiaggia che si sarebbe creato all'interno della cella a seguito della cattura di sabbia.

La realizzazione dell'opera è iniziata il 9 febbraio 2011 con una media realizzativa di circa 100 metri lineari di barriera al giorno. La barriera è stata chiusa il 25 febbraio e attualmente si stanno valutando i primi risultati piuttosto soddisfacenti e si stanno analizzando i dati per operare le ultime correzioni necessarie. Fermo restando che sono del tutto preliminari si può affermare quanto segue: l'erosine costiera molto pronunciata nell'area oggetto dell'intervento appare arrestata, in data 18 febbraio 2011, con la barriera realizzata solo per il 70 per cento della sua lunghezza. La presenza della stessa ha frenato il fenomeno invertendo la tendenza: la base della duna, dopo le successive mareggiate, appare in crescita

La barriera, in condizione estreme con venti forti, ha accumulato sabbia all'interno della cella, così come previsto, creando dei forti bassifondi ed una crescita reale della lunghezza della spiaggia. Per quanto concerne la stabilità della spiaggia attualmente è stata ottenuta solo per il 70 per cento della lunghezza, sono attualmente in corso i necessari rilevamenti per rimodellare i punti di criticità evidenziati e rendere l'opera efficace al 100 per cento.

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Commenti (8)

  • Avatar anonimo di Alessandro De Vanna
    Alessandro De Vanna

    Pannelli fotovoltaici Impianti eolici Depuratori Cemento e asfalto Le spiagge oramai inaccessibili, solo a pagamento e con migliaia di ombrelloni Centinaia di migliaia di auto inquinati I Sacchi

  • Ma che bravi … li chiamano anche geo-sacchi forse per far pensare ad una cosa "naturale" mentre sappiamo tutti che naturali non sono. Proprio nella zona in oggetto, l'estate scorsa, i signori gestori degli stabilimenti balneari situati in quella zona ed alcuni proprietari di ville costruite a pochi centimetri dal mare hanno usato dei sacchi riempiti di sabbia prelevata nelle vicinanze spianando delle dune … e tutto impunemente. Non si tratta di un'invasione del mare ai danni della terraferma. Sono le case ad essere fuori luogo per essere state STUPIDAMENTE e INCIVILMENTE costruite sulla sabbia (demanio pubblico cioè appartenenti a tutta la collettività;) a pochi centimetri dal mare. Sempre a proposito dei sacchi c'è da aggiungere un'altra cosa. Molti di quelli usati e riempiti della sabbia dopo avere spianato le dune sono "sacchi di caffe" … Cafe do Brasil … Ma come … un'amministrazione comunale "ricicla" sacchi di caffè per salvare delle costruzioni ABUSIVE che finalmente il mare sta buttando giù.

  • Non mi sembra che questa soluzione per fermare l'erosione costiera: barriera in geo-sacchi, sia stata sperimentata dalla Nautilus Puglia in collaborazione con Assobalneari,anzi questa soluzione è stata autorizzata per la prima volta dal comune di LECCE, ed è stata sperimentata da un stabilimento balneare ricadente nello stesso Comune , precisamente a Spiaggibella(LE).Vi sottolineo anche che proprio alcuni titolari dei lidi ricadenti nel progetto jonico si sono persino recati,subito dopo l'estate 2010, presso il lido Denis beach di Spiaggiabella per visionare ed informarsi, tramite il titolare, come dovevano posizzionare i sacchi in geo-tessuto e anche come richiedere l'autorizzazione comunale. Pertanto per dirla tutta sarebbe stato carino citare in quest'articolo anche il comune di LECCE (quale capofila di autorizzazione al posizionamento dei sacchi in geo-tessuto) e il denise beach della costa adriatica leccese( quale promotore dell'intervento sperimentato con largo anticipo).

  • Ma non si potrebbe fare come nell'adriatico? Grossi massi che facciano da argine paraonde a largo?

  • per iteresse loro o no intanto la spiaggia rimane pulita.... a differenza della spiaggia libera...... ( e te lo assicuro perche ho notato la differenza proprio oggi).... per quanto riguarda i canali di scolo in mare..... sono daccordissimo con te..... ma non tutti sono NON a norma.... anzi ti posso assicurare che uno stabilimento balneare è soggetto a controlli e a verbali stratosferici..... ma le cse abusive sulla spiaggia NO.... SALUTI

  • Avatar anonimo di Peppe Pippo
    Peppe Pippo

    caro sig Samuel sia ben chiaro che non ho niente contro di lei...ma non condivido tutto quel che ha scritto. Ci sono alcuni stabilimenti che una volta rimasti senza sabbia lasciano ammirare i loro canali di scolo diretti in mare...poi magari durante la stagione estiva mantengono pulite le spiagge i "titolari", ma per interesse loro. Io per esempio mica ho qualche interesse a rinunciare ad una battuta di pesca pur di portare i bidoni di ferro e altri rifiuti al primo contenitore di raccolta? eppure lo faccio. saluti

  • Oltre a una fila di lettini non sarebbe male anche un paio di file di ombrelloni... cmq pensa che solo i "padroni della spiaggia" si impegnano a tenerla pulita...... e quindi ti aiuto a riflettere alla fine che farebbe il nostro belllissimo litorale se non ci fossero gli stabilimenti balneari...

  • Avatar anonimo di Peppe Pippo
    Peppe Pippo

    quei sacchi sono orribili!!! Spero che arrivi una mareggiata entro la metà di luglio quando tutto è pronto e che spazzi via tutto. Quei sacchi faranno solo comodo ai "padroni della spiaggia" perchè come ogni anno potranno aggiungere una fila in più di sdraio!!! CHE SCHIFO

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