Una montagna di rifiuti lungo l'antico cammino, tra inciviltà e degrado

Una parte della via che conduceva i pellegrini a Leuca, oggi percorsa da podisti e amanti delle passeggiate, trasformata in una discarica a cielo aperto. In tanti chiedono l'intervento delle istituzioni

I rifiuti abbandonati su via Vecchia San Donato.

LECCE – C’è stato un tempo in cui a percorrere quelle strade erano i pellegrini in marcia verso Leuca e la basilica di Santa Maria de Finibus Terrae in cerca di indulgenze. Oggi, tra abitazioni e centri commerciali, strade e viuzze, svincoli e tangenziali, a percorrere parte di quella che era la via Leucadense (o Cammino di Leuca, una delle vie Francigene del Sud) sono podisti, ciclisti, appassionati di passeggiate e gente in cerca di un po’ di movimento all’aria aperta.

Lo scenario, però, è assai diverso di quello che ammiravano i pellegrini. Superato il Bricoman ci si imbatte subito in una montagna di rifiuti, abbandonati senza alcuna remora e senza alcun rispetto nel parcheggio e lungo il ciglio della strada. Nella fitta vegetazione si notano (e si sentono) i sacchetti della spazzatura lasciati a marcire sotto il sole, che attirano, soprattutto al tramonto, roditori e blatte, che scorrazzano allegramente. Proseguendo la situazione non migliora, sotto il cavalcavia della Tangenziale (ripulito solo alcuni mesi fa) si accumulano rifiuti, così come lungo via Pepini, che conduce alla via Vecchia San Donato, indicata come via Francigena o Via Leucadense.

Lunga questo antico cammino la situazione è ancora peggio. La strada è disseminata di buste colme di rifiuti, indumenti, copertoni, sanitari, bottiglie di plastica, televisori, lattine, piastrelle, mattoni, scarpe e qualsiasi tipo di immondizia. In prossimità di una masseria lo scenario diventa quello tipico della discarica, con centinaia id vaschette di plastica spazzate dal vento,IMG_20180726_180521-2 cumuli di rifiuti e una puzza insopportabile. Un panorama addolcito, solo in minima parte, dalla bellezza della campagna salentina, tra ulivi, muretti a secco e campi coltivati. La via dei rifiuti si snoda per circa altri tre chilometri, superata la discarica (quella vera) di Cavallino e il suo fetore nauseabondo, specie nelle giornate di scirocco, la situazione migliora lentamente, fino alla chiesetta della Madonna della Giuggiola, alle porte di San Donato.

In tanti chiedono da tempo, alle istituzioni (in primis il Comune di Cavallino), forze dell’ordine ed enti preposti, di intervenire per bonificare la zona ed evitare che possa continuare ad essere preda di persone incivili e senza scrupoli che, ignorando le leggi e il comune senso civico, continuano a violare una terra che da sempre ha attirato viaggiatori e poeti, pellegrini ed esploratori. Di tutto ciò resta ben poco, se non un emergenza rifiuti e sanitaria.

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