Usura, definitiva la confisca di beni per un valore di 8 milioni di euro

Sono quelli riconducibili a Santo Paglialunga, 70enne di Aradeo. Il provvedimento è stato eseguito dalla sezione operativa della Dia di Lecce

Castello Lazzari a Cutrofiano.

LECCE – La condanna per usura aggravata e continuata è divenuta definitiva proprio all’inizio dell’anno. E ora che il 2018 sta per concludersi, arriva anche la confisca definitiva dei beni riconducibili a Santo Paglialunga, 70enne di Aradeo. A incaricarsene,  dopo provvedimento emesso dalla seconda sezione penale della Corte d’appello di Lecce, la sezione di Lecce della Direzione investigativa antimafia. Era stato proprio il direttore della Dia a proporre la confisca.

Ammonta a circa 8 milioni di euro il valore degli immobili e dei terreni confiscati. Le indagini economico-patrimoniali hanno evidenziato una sproporzione netta tra le capacità reddituali dichiarate da Paglialunga e il valore dei beni, risultati di fatto nella sua disponibilità. Il patrimonio in questione è costituito da una società finanziaria, tre aziende immobiliari, diciannove immobili (tra cui Castello Lazzari, a Cutrofiano, e un kartodromo nella zona di Galatina) e trentasette terreni, per una superficie complessiva di 42 ettari.  

A dare avvio alle indagini fu la denuncia di un imprenditore salentino operante nel settore delle carni. Secondo gli inquirenti, l’affarista oggi 70enne, approfittando dello stato di bisogno di alcuni imprenditori, concedeva prestiti a usura a un tasso d’interesse pari al 60 per cento annuo. Chi si ritrovava in questa spirale, quasi mai riusciva a saldare il debito. E così, più di qualcuno avrebbe pagato direttamente con i propri beni immobili, intestati ai Paglialunga.  

L’operazione che diede il via a una serie di sentenze e provvedimenti, fu condotta dalla sezione operativa di Lecce della Dia nel gennaio 2009. Secondo gli investigatori dell’antimafia, nel corso di un decennio la famiglia Paglialunga avrebbe dichiarato un reddito di circa 69mila euro. E tuttavia, il patrimonio immobiliare è risultato pari a circa 8 milioni di euro. Tutto formalmente intestato ai familiari, ma, di fatto riconducibile a Santo Paglialunga.

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Commenti (3)

  • Il fatto più importante ora è che il sequestro rimanga sequestro e che non ci sia qualche illuminato avvocato che riesca in un modo o in altro a fare dissequestrare in parte o tutto. Certezza della pena.

  • Per me lo strozzinaggio è uno dei peggiori crimini da sempre! Lo strozzino mira soltanto al tuo fallimento per prenderti tutto.

  • È l’unico argomento che fa tremare le gambe a mafiosi e strozzini. Bisognerebbe estenderlo su larga scala a TUTTI gli evasori fiscali.

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