Aereo biposto precipita nei pressi di Gemini: in due muoiono sul colpo

Un ultraleggero è caduto nei pressi della frazione di Ugento. Era decollato dal vicino campo di volo. Sul posto vigili del fuoco, 118 e carabinieri

UGENTO – E’ successo ancora una volta. Come nel maggio del 2014, quando nello schianto al suolo persero la vita padre e figlio. Ma se quella volta il velivolo cadde in una zona piuttosto isolata, oggi un aereo biposto modello Freccia, prodotto dall'azienda locale Pro.Mecc, è precipitato davvero a poche centinaia di metri dal centro abitato di Gemini, frazione di Ugento. Praticamente, ai margini di una strada. 

Il piccolo aereo, che era decollato dal campo volo della zona (una località che si raggiunge dalla statale 274), attorno alle 17, dopo aver sorvolato l'area, apparentemente senza alcun problema, all’improvviso ha perso quota e s’è schiantato al suolo, in un tratto di via della Repubblica, una strada che nasce nel centro del borgo ed esce dal caseggiato, addentrandosi nelle campagne. Finito contro un muretto a secco, l’apparecchio ha anche preso fuoco.

Gianluca Causo (42 anni, di Melissano, operaio) e Tommaso Arbace (73 anni, di Gagliano del Capo, imprenditore nel settore edile, piuttosto conosciuto nella sua zona), sono morti sul colpo. In breve, dopo le segnalazioni arrivate da diversi cittadini, l’intera zona è stata presidiata da più squadre dei vigili del fuoco, ambulanze del 118, carabinieri dipendenti della stazione di Ugento, della compagnia di Casarano, del Nucleo investigativo di Lecce, agenti di polizia del commissariato di Taurisano.

Video | in massa sul luogo del'incidente

Al momento non si conoscono le cause dell’incidente. Bisognerà quindi capire se vi sia stata un’avaria o se il terribile schianto debba attribuirsi a un errore di manovra. Anche per questo motivo, è stato inviato sul posto il personale della Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri, dipendente dal Nucleo investigativo (nella foto d'apertura, durante i rilievi, Ndr). Ai militari leccesi e casaranesi, infatti, sono delegate le indagini. 

Difficile stabilire chi stesse manovrando il Freccia al momento della perdita di quota. Se è vero che l'apparecchio era di proprietà dell'imprenditore 73enne, è vero che anche Causo era abilitato al volo. E tali velivoli sono dotati di comandi su entrambi i lati. Per questo, si dovrà vagliare la documentazione da cui dovrebbe risultare chi fosse ai comandi per segnare le ore di volo.

Dal sopralluogo di questa sera, comunque, difficilmente si potrà stabilire la dinamica. Le indicazioni fornite dall'esterno sono al momento scarne. Qualche testimone ha solo riferito di aver visto l'aereo avvitarsi su se stesso e precipitare. E questi apparecchi non sono dotati della cosiddetta scatola nera. Servirà, quindi, una perizia specialistica per fare chiarezza. Sarà disposta dal pubblico ministero di turno, Maria Rosaria Micucci. I corpi dei due malcapitati, intanto, sono stati trasferiti presso la camera mortuaria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. La carcassa del biposto, invece, rimarrà sul posto posto per ulteriore verifiche alla luce del sole, prima di essere rimossa.   

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