Il vescovo inaugura il centro di accoglienza: “Prima fonte per la carità è 8 per mille”

Monsignor Domenico D'Ambrosio ha benedetto la struttura di via Costadura che potrà ospitare fino a 18 persone in attesa di permesso di soggiorno. Don Attilio Mesagne, direttore della Caritas: "Non è un supermercato, ma un luogo di testimonianza"

LECCE – La Casa della carità di via colonnello Costadura ha ricevuto questa mattina la benedizione del vescovo di Lecce, Domenico D’Ambrosio. Si tratta di un appartamento ceduto in comodato d’uso gratuito alla Caritas dalla parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli: ospiterà fino a un massimo di 18 persone per volta, individuate tra gli stranieri che sono in attesa di autorizzazione alla permanenza in territorio comunitario. E con l’apertura odierna, diventano tre i centri di accoglienza in città: gli altri due sorgono in corte Gaetano Stella e presso la chiesa dell’Idria.

E non è un caso che l’inaugurazione sia avvenuta proprio oggi perché il 9 dicembre del 2012 l’allora segretario di Stato, cardinal Tarcisio Bertone, partecipò alla cerimonia per la struttura del centro storico, un immobile di 700 metri quadrati di proprietà della suore benedettine. Monsignor D’Ambrosio ha ricordato l’importanza dell’8 per mille come prima fonte per finanziare le attività caritatevoli e poi ha annunciato che per Natale e Capodanno alcuni alberghi e autovescovo-2ristoranti leccesi si sono resi disponibili per la fornitura di un pasto per le persone che ricorrono alle mense sparse per la città

Don Attilio Mesagne, responsabile della Caritas locale, ci ha tenuto a dire che i centri di accoglienza “non sono stazioni di rifornimento o supermercati”, ma luoghi dove si testimonia la carità cristiana intesa come pratica di giustizia e di redistribuzione. Hanno preso parte alla breve cerimonia di benedizione anche il deputato Salvatore Capone, del Pd, il consigliere regionale di Forza Italia, Erio Congedo, il presidente del consiglio comunale di Lecce, Alfredo Pagliaro il consigliere di Forza Italia, Roberto Martella. Al termine in vescovo è andato via a bordo della Panda nera sulla quale è solito muoversi per la città, oramai da tempo. Un gesto di sobrietà che i leccesi hanno saputo apprezzare.

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