Partito all'alba l'espianto degli ulivi nel cantiere Tap, appello di quindici sindaci

Sono 211 le piante sane da trasferire nell'area di stoccaggio. Ma il primo cittadino di Melendugno, insieme ad altri colleghi, si rivolge a prefetto e magistratura per chiedere il rispetto delle regole

L'espianto di un albero nel cantiere.

LECCE - Sono iniziate all'alba di oggi e sono in corso ancora in queste ore le operazioni di espianto dei 211 ulivi nell'area del cantiere per il pozzo di spinta del micro tunnel del gasdotto Tap, a ridosso della strada che collega Melendugno a San Foca, non lontano dall'abitato della marina.

Solo i proprietari dei terreni limitrofi possono accedere ai loro fondi perché l'accesso è stato interdetto per consentire il transito dei mezzi pesanti. Intanto i sindaci di quindici comuni hanno sottoscritto un appello rivolto al prefetto, alla magistratura e alla stessa Tap "per il rispetto della legge e delle regole e al buon senso e al principio di cautela affinché venga fermato questo possibile grave danno per l'ambiente e per il paesaggio salentino".

Si tratta dei primi cittadini di Melendugno, Vernole, Calimera, Castri di Lecce, Caprarica, Martano, Carpignano Salentino, Zollino