Vigili del fuoco bruciano di rabbia: “Dimenticati dal governo, siamo al collasso”

Nuovo grido d’allarme del corpo e del sindacato Uilpa sulle problematiche irrisolte degli organici, dei mezzi obsoleti, sulla sicurezza e il contratto. A Lecce il “caso” caserma

LECCE - Anche oggi impegnati su diversi fronti per garantire prontezza d’intervento e sicurezza contro le emergenze più disparate e le lingue di fuoco che minacciano il territorio. Ma ancora alla prese con problematiche irrisolte sul piano della dotazione organica, dei mezzi obsoleti, sulla sicurezza e l’adeguamento contrattuale a parametri dignitosi e all’altezza della quota rischio quotidiana.

Per il corpo di vigili del fuoco c’è da masticare ancora amarezza e delusione per una riforma a livello governativo che tarda ad arrivare e per una situazione di precarietà logistica e operativa vissuta e lamentata ancora una volta anche presso il comando provinciale di Lecce e dei distaccamenti salentini. Mentre infatti il governo centrale ha già approvato due decreti legislativi correttivi del riordino delle carriere delle forze di polizia, non si intravede ancora nulla all’orizzonte per le prospettive attese dal corpo dei caschi rossi.

Una situazione al limite della sostenibilità ribadita dai responsabili nazionali e territoriali della Uilpa Vigili del Fuoco che attendono ancora risposte in merito ai tanti temi scottanti da tempo posti suo tavoli delle trattative, dal rinnovo del contratto economico e normativo, all'assicurazione obbligatoria per gli infortuni alle malattie professionali e la tutela previdenziale. Per ora nulla di concreto sembra affacciarsi sul futuro del corpo più amato dalla gente. “La speranza è quella che il corpo più amato dagli italiani non rischi di vedere ancora una volta deluse le proprie aspettative” afferma Alessandro Lupo, segretario generale della UilPa Vigili del Fuoco, “restano infatti ancora senza risposte temi importanti come il rinnovo del contratto sia normativo che economico, l’assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali, le tutele previdenziali che faranno dei vigili del fuoco i pensionati poveri di un futuro ormai prossimo, le tutele per la sicurezza di coloro  che si ammalano e muoiono di cancro nell’indifferenza più totale”.   

E anche a livello locale i pompieri salentini non se la passano meglio. “A Lecce siamo in attesa di lasciare una sede vetusta ed insicura, per un'altra, ma attenzione, non si tratta di un trasferimento presso una nuova sede, ma solo di un appoggio momentaneo presso una struttura di un’altra amministrazione, in attesa di una soluzione che porti alla costruzione della nuova caserma, che avverrà chissà quando” chiosa Alessandro De Giorgi della Uilpa Vigili del Fuoco di Lecce, “una soluzione di temporaneità che rischia di diventare definitiva, in quanto mancano ancora i fondi oltre al progetto per la futura nuova sede. I vigili del fuoco di Lecce inoltre combattono ogni giorno con le emergenze, che affrontano quotidianamente, con un parco mezzi inefficiente numericamente ed oramai vetusto. Ci si arrangia come si può, ovvero, con la buona volontà, di chi va ad aiutare la gente, per senso civico e per vocazione. Anche i dispositivi di protezione individuale” incalza De Giorgi, “sono numericamente insufficienti. Questo fa si che non si riesca ad abbattere il rischio di venire in contatto e per tempo prolungato, con sostanze nocive e tossiche, che impregnando le divise degli operatori continuando ad essere inalate e respirate dagli stessi, provocando l'insorgenza di malattie come il cancro. Non riconosciute ovviamente. come malattie professionali. Se questo non significa essere dimenticati”.

Una situazione globalmente insostenibile sulla quale i vertici nazionali e territoriali del sindacato chiedono intereventi non più procrastinabili. “Sarebbe immorale ed inaccettabile una eventuale disattenzione da parte del Governo che torni ad emarginare i vigili del fuoco” avverte il segretario Lupo “per questo attendiamo a breve segni tangibili da parte del Governo”.

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