Violentata all’uscita di un locale, 19enne condannato a due anni e mezzo

Emessa oggi la sentenza nel processo abbreviato che vedeva imputato Roberto Panese, il 19enne di Specchia accusato di aver stuprato una donna per strada, il 26 luglio scorso

SPECCHIA - Dopo aver rifiutato le sue avance, si sarebbe ritrovata per terra, poi immobilizzata contro un muro, per poi essere stuprata. E’ questo l’episodio che vedeva imputato Roberto Panese, 19enne di Specchia, e che oggi si è concluso con la sua condanna a 2 anni e mezzo di reclusione (col beneficio della pena sospesa) per i reati di violenza sessuale e lesioni personali (in linea alla richiesta invocata dal pm Maria Rosaria Micucci).

La sentenza è stata emessa dal giudice Sergio Tosi, al termine del processo discusso col rito abbreviato, nel quale l’imputato (assistito dagli avvocati Luigi Corvaglia e Francesco Spagnolo) ha cercato di dimostrare che il rapporto fu consenziente. Certo non lo fu per la vittima, una 43enne, che stando al capo d’imputazione, il ragazzo aveva notato in un locale e poi fermato per strada a Specchia. Qui, il 26 luglio scorso, con la complicità del buio della notte, avrebbe tentato di abbracciarla e baciarla, per poi scaraventarla a terra, e abusare di lei.  

Con la sentenza, il giudice ha inoltre disposto la revoca dei domiciliari ai quali Panese si trovava dal 13 settembre (su provvedimento del Tribunale del Riesame), e l’interdizione da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno.

La donna, già risarcita, non si era costituita parte civile.

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