Violentò la figlia e nacque una bambina, il padre in silenzio davanti al gip

Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’uomo finito in carcere con l’accusa di aver abusato della figlia per quindici anni

LECCE - E’ durato vent’anni il silenzio sugli abusi e le “punizioni” subite dal padre, ma oggi ad aver taciuto è stato proprio lui, l’uomo ritenuto autore di un copione dell’orrore scritto tra le mura domestiche di un comune del sud Salento.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, durante l’interrogatorio di garanzia col gip (giudice per le indagini preliminari) Cinzia Vergine, il 52enne finito in carcere con l’accusa di aver violato il corpo di sua figlia quando non aveva neppure 7 anni, di averla costretta al primo rapporto sessuale, dopo averla presa dalla scuola elementare, quando di anni ne aveva 10, e di averle procurato due gravidanze, la prima a 15 anni, interrotta con un aborto in ospedale, la seconda a 20, portata a termine. Non ci sono dubbi sul rapporto incestuoso: la conferma è arrivata dal test del Dna.

Così come non ci sono dubbi per il magistrato che ha chiesto l’arresto, il pm Stefania Mininni, e il giudice Vergine che lo ha accolto, della colpevolezza dell’indagato. Tra i reati che sono attribuiti all’uomo, c’è anche quello di maltrattamenti nei riguardi della moglie che, pur essendo a conoscenza delle violenze subite dalla figlia, non avrebbe agito in sua difesa perché anche lei sopraffatta dal potere del marito.

Ora il 52enne valuterà, con gli avvocati difensori Alberto e Luigi Corvaglia, se presentare istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame.

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