Perseguitò la ex e picchiò il padre del nuovo compagno: condannato

Il processo con rito abbreviato a un 36enne di Tricase. Fu arrestato il 5 marzo scorso. Fra le frasi più inquietanti: "Noemi almeno l'hanno trovata, tie nu sapimu se te trovane"

LECCE - Era la sua ombra. Un’ombra che non la lasciava libera di respirare, perché aveva sempre i suoi occhi puntati addosso, quando andava a lavorare, quando cercava dei momenti di svago con il nuovo compagno. Avrebbe usato anche i loro figli minorenni pur di umiliarla, come quando in una circostanza incitò uno di questi a scagliarsi contro di lei, con calci e pugni in piazza.

E ancora, telefonate a ogni ora del giorno e della notte, offese, minacce di morte del tipo “Noemi almeno l’hanno trovata (riferendosi alla sedicenne di Specchia assassinata dal fidanzato, ndr), tie nu sapimu se te trovane!”. E la violenza fisica. Quella l’avrebbe sfogata, danneggiando le auto o la porta di casa di alcuni familiari, e soprattutto contro il padre del nuovo fidanzato: caduto per terra sotto i colpi ricevuti al volto e alla spalla riportò una brutta frattura sia al collo che alla spalla. Sì, perché il messaggio doveva arrivare forte e chiaro alle orecchie della ex moglie: “Nessuno deve toccare i miei figli, o li scannu tutti”.

Atti persecutori aggravati, lesione personale e minaccia aggravata continuata. Sono i reati per i quali, S.R., 36enne di Tricase (del quale omettiamo il nome solo per tutelare la ex moglie e i figli, ndr) fu arrestato (su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alcide Maritati) il 5 marzo scorso e per i quali oggi è arrivata la sua condanna. E’ di tre anni e quattro mesi la pena inflitta dal gup Cinzia Vergine nel processo discusso col rito abbreviato. La donna che con le sue numerose denunce (a partire dal 29 giugno del 2017) aveva messo in moto la macchina della giustizia si era costituita parte civile con l’avvocato Vito Lisi e sarà risarcita in separata sede.

L’imputato era difeso dall’avvocato Luigi Piccinni.

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Commenti (3)

  • per tre anni e quattro mesi non andrà neanche in carcere ed il tizio in questione si riterrà "legittimato in quanto più forte della legge" a ricominciare le persecuzioni magari fino alla tragedia di un omicidio. Per certa gente serve una linea dura, deve capire che non tutto può passare in cavalleria: riapriamo le carceri sulle isole, carcere duro, si mangia ciò che si coltiva, nessuno sconto di pena anzi, ad ogni azione di rivolta o rimostranza, aumento della pena della metà. Quanti lupi si trasformerebbero in belanti agnellini....

    • Non ci sono commenti da fare sarebbe bellissimo se si potesse avverare tutto ciò che è scritto, penso che se non ci sarà la volontà politica di cambiare questo stato delle cose non ci saranno miglioramenti, bisogna essere inflessibili e specialmente per alcuni crimini tipo questo. Vedremo.....

    • Sono D ' accordo con te. Ma sappi che siamo in Italia, che non ce niente di buono. I politici hanno finito di distruggere l' Italia. Poveri noi, peccato per i nostri figli che sono nati in questo stato.

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