Wolke, legato e trascinato da due su uno scooter. Ora cerca una famiglia

Per fortuna il cane, un maremmano, è stato salvato. Fuggiti gli aguzzini. E' successo in località Canuta, nei pressi di Squinzano

SQUINZANO – Ora ha un nome, Wolke. In tedesco significa “nuvola”. Perché Wolke è bianco come una nuvola, ora libera di tornare a librarsi, dopo che si è abbattuta la furia di un temporale. Il temporale, due giovani in scooter, senza targa, riusciti purtroppo pure a fuggire: per puro perverso divertimento, se si può usare questo termine, l’hanno legato e trascinato, rischiando di fargli fare una brutta fine.

“Non sapremo mai cos'ha pensato questo bellissimo e giovane pastore maremmano”, commenta attonita Maria Anna Prima, fondatrice dell’associazione Volontari amici animali Salento, di Trepuzzi. “L’hanno trascinato correndo con uno scooter nero-grigio”, spiega. E aggiunge: “Fortunatamente sono stati visti da persone del posto, con un grande cuore, che li hanno bloccati e mentre soccorrevano il povero cane sono scappati via”.

“Denutrito, disidratato e terrorizzato, lui si è nascosto sotto un fico per poi piano piano uscire all'odore del cibo”, ricorda. “Ha bevuto tantissimo e ha cominciato a fidarsi di chi l'aveva salvato da un destino malvagio. La famiglia che l'ha salvato non l'ha lasciato un attimo, quando sono arrivata era sotto shock, ma capiva che lo stavamo aiutando”.

P1390896-2Davvero una brutta storia, che arriva da località Canuta, nei pressi di Squinzano. E’ stata segnalata anche a carabinieri, polizia locale e istituzioni locali. Al momento Wolke – nome che gli ha dato proprio Maria Anna Prima - è ricoverato in clinica a Trepuzzi. “Lui è una bianca nuvola piena d'amore e so che troverà una famiglia che lo amerà per sempre”, è la speranza della volontaria. La quale lascia il suo numero: chiunque desideri informazione sul maremmano, può  contattarla al: 3934905594.

E pensare che questa è una vicenda a lieto fine. Solo nel marzo scorso, un altro cane è stato ignobilmente ucciso nelle campagne di Casalabate. Una fine talmente orrenda, quella di Dixy, da spingere l’allora assessore alle Politiche ambientali al Comune di Lecce, Andrea Guido, a proporre una taglia, nella speranza che qualcuno si facesse avanti e fornisse informazioni sugli autori del barbaro gesto.  

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