Xylella Fastidiosa, i giudici legittimano le azioni di lotta delle associazioni

Sul banco degli imputati compare anche la Commissione Europea, la cui decisione è stata sottoposta al vaglio del Tribunale di Lussemburgo

ROMA – Il piano dell’ex commissario per l’emergenza Giuseppe Silletti per contrastare il fenomeno dovuto alla Xylella Fastidiosa è notoriamente bloccato in seguito alle indagini disposte dalla Procura di Lecce, ma intanto due recenti sentenze del Tar del Lazio segnano passi importanti per tutte quelle associazioni come Adoc, Lilt, Coppula Tisa, Salviamo Ora il Salento, Stati Uniti del Mondo, Sos Costa Salento, Comitato SS275, Culturambiente e quelle aziende dell'agricoltura biologica del Salento che hanno avanzato ricorso contro le amministrazioni pubbliche, in primis presidenza del Consiglio dei ministri e ministero delle Politiche agricole e forestali.

Nei provvedimenti del 14 e del 15 gennaio, i giudici amministrativi laziali della prima sezione (presidente Carmine Volpe, consigliere e relatore Rosa Perna, consigliere Ivo Correale) se da un versante confermano la sospensiva delle misure di eradicazione degli ulivi e di somministrazione di pesticidi sui terreni, dall’altro consacrano la legittimazione ad agire delle associazioni di volontariato che si pongono  a tutela della salute, del patrimonio paesaggistico, dei diritti dei consumatori e dei metodi di coltivazione biologica.

I giudici del Tar del Lazio affermano poi che occorre attendere la decisione del Tribunale di prima istanza dell’Unione Europea in Lussemburgo sul ricorso proposto dalle ventinove aziende biologiche del Salento contro la decisione della Commissione Europea del 18 maggio scorso, prima di entrare nel merito della legittimità o meno degli atti esecutivi dello Stato italiano e della Regione Puglia. La decisione di esecuzione contestata dalle aziende bio è quella che stabilisce che il raggio di sradicamento degli ulivi intorno alla pianta positiva a Xylella deve essere di 100 metri. Secondo gli avvocati Luigi Paccione e Valentina Stamerra, con tale decisione la Commissione Europa lede una serie di principi costituzionali e del Trattato di funzionamento della Unione.

“Il Tar quindi – dicono gli avvocati Paccione e Stamerra, che rappresentavano i ricorrenti - riconosce il nuovo scenario in cui da una parte sul banco degli imputati compare anche la Commissione Europea, la cui decisione è stata sottoposta al vaglio del Tribunale Eu a seguito del ricorso delle aziende salentine, e dall’altra l’intero territorio salentino è presidiato dalle associazioni di volontariato poste a tutela del paesaggio e della salute”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

“Le associazioni e le aziende del comparto biologico hanno fatto la scelta giusta: quella di difendere in tutte le sedi le ragioni del Salento, del suo territorio e dei suoi cittadini”, commenta a sua volta l’avvocato Alessandro Presicce di Adoc. “In attesa del pronunciamento del Tribunale Ue, il Tar del Lazio riconosce la piena legittimità della nostra battaglia”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ritrovato senza vita il corpo del sub: si era immerso per una battuta di pesca

  • Con una molletta da bucato si "liberava" della droga: scoperto e arrestato

  • Cerca di riparare l’antenna in casa dei suoceri, poi precipita dal tetto: muore un 60enne

  • Giovane leccese aggredisce a pugni e manda in ospedale militare barese

  • Non solo Covid, pronto soccorso preso d’assalto. Medici e infermieri stremati

  • In primavera tornano le formiche: come combattere l'invasione in casa

Torna su
LeccePrima è in caricamento