"Zona rossa" di Tap, sale la tensione: cinquanta fermati a San Basilio

Tentativo di violare l'area interdetta. Lanci di petardi, sassi e fumogeni. Intervento in massa delle forze dell'ordine. Almeno quattro i feriti

Accalcati davanti alla questura.

LECCE – Sono fra quaranta e sessanta le persone, perlopiù giovani, fermate in massa dalle forze dell’ordine e smistate nei vari cellulari dei reparti mobili fra questura di Lecce di viale Otranto e comando dei carabinieri di via Lupiae, dopo alcune intemperanze avvenute nel pomeriggio a San Basilio, nelle campagne di Melendugno. Qui, stando alle prime informazioni, vi sarebbe stato un tentativo di violare la cosiddetta “zona rossa”.  

Una manifestazione non autorizzata

A quanto pare, questo pomeriggio era stata organizzata una sorta di manifestazione, senza  autorizzazione. Un specie di “passeggiata lungo la zona rossa”, come sarebbe stata ribattezzata da qualcuno. I problemi principali sarebbero però sorti quando più di qualcuno avrebbe tentato di fare irruzione nell’area cuscinetto. Sebbene non si siano verificati scontri ravvicinati, a quel punto, vi sarebbe stato anche l'accensione di petardi e fumogeni e sarebbe volata qualche pietra.

Inevitabile l’accerchiamento, con il fuggifuggi generale. Decine di giovani sono stati fermati e fatti salire di peso sui mezzi dei reparti mobili per essere trasferiti nelle varie sedi delle forze dell’ordine leccesi. 

La ricostruzione della questura

foto corte non preavvisato 9 dicembre 2017-2Secondo quanto dirama la questura in una nota ufficiale, tutto sarebbe nato intorno alle 15 quando a San Foca si sono ritrovati una cinquantina di attivisti che in questi giorni stanno protestando contro Tap, improvvisando un corteo che dal lungomare Matteotti si è spostato verso la strada provinciale 145, raggiungendo l’Eurogarden.

Gli attivisti, tra cui vi sarebbero stati anche anarchici ed antagonisti, elusi i controlli di polizia, attraverso i campi avrebbero raggiunto le campagne il cantiere. Diversi fra loro, avvicinatisi alla recinzione a protezione del cantiere, violando così l’ordinanza del prefetto sul divieto di transito,  avrebbero lanciato all’interno fumogeni, pietre e bombe carta.

I rinforzi intervenuti nelle campagne, nonostante il lancio che avrebbe reso difficoltosa l’azione, hanno interrotto l’azione. In cinquantadue sono poi stati bloccati. Condotti presso questura e comando dei carabinieri, sono stati identificati e fotosegnalati. Tre minorenni (due 16enni e un 15 enne), dopo essere stati identificati, sono stati affidati ai propri genitori.

WhatsApp Image 2017-12-09 at 18.32.22-3Davanti alla questura

Le indagini sono in mano alla questura ed è qui che, fin dal tardo pomeriggio, hanno iniziato ad accalcarsi anche diversi avvocati e diversi genitori di ragazzi fermati, alcuni dei quali, come detto, minorenni, ragion per cui sono stati avvisate sia la procura ordinaria, sia quella minorile.

Nei confronti di tutti i fermati scatterà il deferimento per manifestazione non autorizzata. In alcuni singoli casi, quello per accensione di materiale pirotecnico. Saranno poi spiccate sanzioni amministrative per la violazione dell'area interdetta. Tutti saranno rilasciati al termine dell'identificazione.

Almeno quattro i feriti

WhatsApp Image 2017-12-09 at 18.34.15-3Intanto, risultano anche alcuni feriti. Una ragazza è stata portata in spalla nella sede della questura, per via di problemi a una gamba, altre due sono state medicate al pronto soccorso, per lesioni varie. Vi è poi anche un agente di polizia contuso. Il tutto, nelle concitate fasi, anche per via di cadute sul terreno accidentato, durante gli inseguimenti a margine della “zona rossa” di San Basilio. 

La cosiddetta "zona rossa" è quella sorta di cintura creata nelle campagne attorno all’area del cantiere, non lontano dalla marina di San Foca, dove si sta costruendo il terminale del gasdotto Tap e in cui l’accesso è consentito da otto varchi solo a forze dell’ordine e maestranze.

Ieri a Lecce s'è svolta una manifestazione pacifica con almeno mille e 500 presenze, senza particolari problemi. Solo una volta terminata, alcuni soggetti si sono avvicinati a via Templari, dove si trova la sede di Tap, con qualche parapiglia comunque subito contenuto.  

Solidarietà ai manifestanti da Arci

Intanto, in una nota stampa, Arci Lecce esprime la sua "piena solidarietà" per i manifestanti che "cercavano di raggiungere la cosiddetta 'zona rossa', nei pressi di San Basilio, a San Foca, in occasione della manifestazione contro il gasdotto Tap".

"Azioni repressive del genere - scrice l'associazione - rischiano di alzare l'asticella dello scontro, portando nuova esasperazione tra chi cerca di difendere il proprio territorio da assalti speculativi e di violenza ambientale. E a rischio c'è anche la tenuta democratica del Paese, dove appare sempre più naturale agire con fermezza contro chi protesta e difendere chi con arroganza porta i suoi interessi su un territorio già protagonista di tanti soprusi". 

Video: gli attivisti nelle campagne

Secondo Arci, la storia rimandera "nella mente gli anni più bui; e il pensiero va naturalmente a quanto successo a Genova nel 2001.  Difendere il proprio territorio non è un reato". "La comunità salentina - prosegue la nota - è vittima da molti anni di una serie abusi a cui non è ancora stata data una risposta: la questione xylella, i rifiuti interrati, la cementificazione del paesaggio, il numero di tumori oltre la media nazionale. La costruzione del gasdotto Tap è solo l'ultima prevaricazione ai danni della cittadinanza locale".

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