Liquore di Mirto

Sulla scia dell'ottimo e famosissimo mirto di Sardegna, anche quello pugliese non è da meno insieme ad alloro, nocino, limocello, rucola e foglie di pesco o di amareno o di olivo e tanti altri ancora

Foto Maya Ciraci

 

Sulla scia dell’ottimo e famosissimo mirto di Sardegna, anche quello pugliese non è da meno insieme ad alloro, nocino, limocello, rucola e foglie di pesco o di amareno o di olivo e tanti altri ancora

Ingredienti per 2 L circa di liquore:

600 g di bacche di mirto

1 L di alcool

1 L di acqua

600 g di zucchero

Preparazione:

staccate delicatamente le bacche dai rami, e dopo averle lavate ed asciugate lasciatele in un contenitore aperto a riposare per 2/3 giorni.

Dopodiché mettetele in infusione nell’alcool in un contenitore ben chiuso, per 40/50 gg al buio ed in un luogo fresco ed asciutto.

Trascorso il tempo si passa con un passaverdura e si filtra diverse volte con un telo di lino per raccogliere succo e polpa delle bacche. Lasciate da parte qualche bacca intera per inserirla nelle bottiglie.

Preparate uno sciroppo con acqua e zucchero portati a bollore per 5’, mescolando per far sciogliere completamente lo zucchero.

Una volta freddo si mescola al succo alcolico e si imbottiglia.

Deve riposare sempre al buio almeno un paio di mesi.

Si può servire anche fresco di frigo.

Tempo di preparazione: 2h

riposo: 40gg

difficoltà: media

stagione consigliata: dicembre/gennaio

Variante: aggiungere nell’infuso alcolico una bacca di vaniglia e una stecca di cannella.

Curiosità: è il terzo liquore che incontriamo e proprio seguendo la stagionalità, le bacche del mirto giungono a maturazione tra dicembre e gennaio. In Puglia c’era una grande tradizione liquoristica come testimoniavano le tante distillerie nate nella nostra regione non solo per la distillazione dell’enorme quantità di vinacce che si accumulavano ad ogni vendemmia. Con le foglioline di mirto o di “mortella”, invece, si preparava un altro infuso alcolico ed erano anche usate dai cacciatori per far perdere alla selvaggina l’odore acre caratteristico. E’ considerato un digestivo da fine pasto, ottimo d’estate ben freddo. www.cookingexperience.it

                                                                                                                                 

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