Agricoltura, cresce la gestione al femminile. Nel Leccese oltre 2600 imprese “rosa”

Coldiretti snocciola dati dell’Osservatorio sull’imprenditorialità femminile e rileva la crescita delle aziende rurali, agrituristiche e del comparto pesca guidate da donne

LECCE - Donne sempre più volenterose e capaci di prendere in mano le redini delle aziende e saltare oltre l’ostacolo anche in momenti di magra e profonda crisi economica lacerata dai cali produttivi e dall’emergenza xylella. Sulla base dei dati forniti dell’Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere-Infocamere, aggiornati al 30 giugno scorso, sono quasi 24mila le aziende agricole in ‘rosa’ che stanno dando un volto multifunzionale e innovativo al territorio regionale con professioni antiche riviste in chiave moderna, in agricoltura, silvicoltura e nel comparto della pesca. Una tendenza che, dati alla mano, testimonia come quasi una azienda agricola su tre è guidata da donne e che cresce anche il numero degli agriturismi in rosa (+ 3,7%), passati da 286 a 305 in tutta la regione.

Un trend che conforta anche i rappresentanti di categoria come Coldiretti e che fa ben sperare anche il martoriato territorio della provincia di Lecce nel quale complessivamente le imprese registrate, con al timone le donne-imprenditrici, sono risultate 2.628, quarta piazza su scala regionale dopo Foggia con 8.605 imprese al femminile, Bari con 7.353, Taranto con 3.283. Fanalino di coda il territorio di Brindisi con 1.931 tra imprese rurali, agricole e del comparto pesca guidate da donne. “Nell’attività imprenditoriale le donne dimostrano capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente” commenta Floriana Fanizza di Coldiretti Donne Imprese, “la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste in diversi campi, dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di agritata e agriasilo, dalle fattorie didattiche ai percorsi rurali di pet-therapy, fino agli orti didattici, mercati di Campagna Amica e l’agriturismo”.

Le donne che lavorano in campagna, secondo quanto emerso dal report dell’osservatorio di Union Camere, dichiarano di percepire una soddisfazione rilevante da tale occupazione a dimostrazione anche di quanto le imprenditrici siano riuscite a cogliere al massimo le opportunità offerte dalla multifunzionalità in agricoltura. Il volto dell'agricoltura è sempre più “rosa”, con le grandi opportunità date anche dall’agricoltura sociale, dall’agriturismo e dalla vendita diretta. “L'aumento del numero delle donne ai vertici delle aziende agrituristiche o impegnate nella vendita diretta, come dimostrato dalla grande partecipazione a Mercati di Campagna Amica, agriturismi e botteghe” spiegano da Coldiretti, “fotografa la capacità delle imprenditrici di affacciarsi in modo concreto e nuovo all'agricoltura multifunzionale. La sfida di lavorare in agricoltura in momenti così difficili, su un territorio che vive una emergenza nazionale qual è la xylella” conclude la responsabile nazionale Fanizza, “può sembrare una odissea insuperabile. Non è così per le nostre donne che combattono quotidianamente per andare oltre la xylella, profilare tracce di futuro e di speranza e superare ostacoli di ogni natura con grinta e idee vincenti per riconquistare il proprio futuro imprenditoriale. In Puglia sono 23.800 le aziende agricole condotte da donne, una scelta professionale portata avanti per reale passione, ma anche per spirito imprenditoriale, come testimoniato sovente da strutturazioni aziendali complesse e fatturati importanti”.

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