Artigiani: eppure ci chiamano evasori

Il fisco non è uguale per tutti. A parità di un reddito di 10,000 euro all'anno c'è chi è esente e chi paga; e chi paga, versa addirittura un quarto del suo fatturato al fisco!

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Per molti, Stato incluso, la parola imprenditore è sinonimo di evasore; oggigiorno un lavoratore autonomo non lavora ma, semplicemente, evade il fisco. Ci chiediamo: è veramente così?

Da uno studio effettuato dalla CNA sull'Osservatorio permanente sulla tassazione delle Piccole imprese, emerge che il fisco non è uguale per tutti.

A parità di un reddito di 10.000 euro all'anno c'è chi è esente e chi paga; e chi paga, versa addirittura un quarto del suo fatturato al fisco!

Questo trattamento dipende dalla tipologia di lavoro che una persona sceglie di fare nella vita.

La riforma fiscale del 1973 si poneva l'obiettivo di garantire condizioni di equità tra le diverse categorie di reddito da lavoro sotto il profilo del prelievo fiscale. Dopo oltre quarant'anni, le riforme fiscali hanno avuto nel tempo un mutamento e a parità di reddito non viene più garantita la parità di prelievo.

Ad avere la peggio con l'attuale sistema fiscale sono i piccoli artigiani ed i lavoratori autonomi.

Ad esempio, se un lavoratore dipendente percepisce un reddito di 10mila euro annui, questi è esente dal pagamento delle tasse sul reddito, mentre gli stessi 10mila euro sono tassati al 16,6% per gli imprenditori individuali in contabilità semplificata e professionisti, che arrivano sino al 26,5% per l'imprenditore in contabilità ordinaria.

E' evidente che serve urgentemente ristabilire le condizioni di equità fiscale. E' necessario, per noi della CNA, riportare progressivamente la pressione fiscale sulle piccole imprese personali allo stesso livello previsto per i lavoratori dipendenti.

Come ottenere questo risultato? Secondo l'Osservatorio permanente CNA sulla tassazione delle Piccole imprese, si deve agire simultaneamente su due leve: Irpef e Irap.

Irpef: aumentando la detrazione da lavoro autonomo e d'impresa allo stesso livello previsto per i lavoratori dipendenti.

Irap: definendo, in tempi brevi, i contorni della cosiddetta "autonoma organizzazione", al fine di chiarire quali imprese individuali sono esenti dall'Irap, aumentando nel contempo la franchigia da questa imposta dagli attuali 10.500 a 25mila euro

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