Aziende in crisi: a settembre impennata della cassa integrazione

I dati Inps registrano un incremento del 399 per cento delle richieste rispetto ad agosto. Giannetto: "Situazione preoccupante"

Una manifestazione di lavoratori (repertorio).

LECCE - Riesplode la cassa integrazione in provincia di Lecce. Secondo il 9° rapporto elaborato dalla Uil su dati Inps, nel mese di settembre si registra un incremento del 399 per cento delle richieste rispetto ad agosto. Ammontano a 64mila757 le ore complessivamente autorizzate dall’Istituto nazionale di previdenza sociale alle aziende salentine: nello specifico, 3mila 633 di cig ordinaria, 55mila 134 di cig straordinaria e 5mila 960 di cassa in deroga che risulta comunque in calo del 54per cento rispetto ad agosto (12mila 960 ore). Lecce risulta così seconda in Puglia per numero di ore richieste: la maglia nera va alla provincia di Bari (1milione 228mila, +461per cento). Segue Lecce, appunto, con +399 per cento, mentre il resto delle province pugliesi registra un drastico calo: Foggia -84,6 percento, Taranto -75 percento e Brindisi – 74 per cento.

Dall’analisi condotta per settori produttivi a livello regionale, è l’Industria che in Puglia continua ad assorbire, anche a settembre, più cassa integrazione, con oltre 1 milione di ore. Seguono commercio (133mila713), edilizia (45mila) e artigianato (16mila497).

“I dati di settembre sono allarmanti per la nostra provincia – commenta il segretario generale della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto – perché registrano un nuovo, preoccupante incremento delle richieste di cassa integrazione e ciò nonostante le misure più restrittive assunte con le due ultime riforme del lavoro sugli ammortizzatori sociali. In particolare la cig straordinaria, con oltre 55mila ore richieste da parte delle aziende salentine, registra l’aumento più rilevante, pur di fronte a paletti più stringenti sull’utilizzo della stessa che non fa certo ben sperare. Una situazione che deve allarmare non poco, perché la cassa straordinaria Cigs viene autorizzata prevalentemente nell’ipotesi di crisi aziendale. Il vero rischio, preoccupante, è che molte aziende stiano optando per la scelta più dolorosa: la riduzione del personale. La nostra realtà mostra ancora una situazione nerissima, anche perché trascina in avanti la difficile sopravvivenza delle nostre imprese”.

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“Ecco perché i recenti provvedimenti del governo, come la modifica migliorativa ma parziale del jobs act, - conclude il segretario Uil Lecce - devono essere considerati solo un primo intervento cui dovranno seguire scelte più radicali”.

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