Aziende salentine in crisi: "Il sistema del credito non collabora"

I dati di Confartigianato sono sconfortanti. Brigante, "L'Artigiana": "Banche e confidi dovrebbero superare l'atteggiamento di contrapposizione"

Via Nazario Sauro, con piazza Mazzini e dintorni fra i cuori del commercio in città.

LECCE - Continuano a calare i prestiti alle aziende salentine strette nella morsa del cosiddetto “credit crunch”. I dati forniti da Confartigianato Lecce non sono incoraggianti: in appena un anno si sono persi ben 112 milioni 974mila euro a favore del sistema produttivo e commerciale.

A fine dicembre 2015, l’ammontare dei finanziamenti era di 3 miliari, mentre al 31 dicembre 2016 è stato di 2 miliardi e 977 milioni, pari ad un tasso negativo del 3,7 per cento. E’ quanto denuncia Corrado Brigante, presidente della cooperativa di garanzia “L’Artigiana”, per il quale “banche e confidi dovrebbero superare l’atteggiamento di contrapposizione che ne ha caratterizzato l’azione durante tutta la fase di crisi e ristabilire un clima di collaborazione, riscoprendo il legame storico che le unisce, fondato sulla condivisione di interessi e obiettivi comuni. Insieme dovrebbero perseguire l’obiettivo di fare leva sui fattori della ripresa per contribuire a rilanciare lo sviluppo economico del nostro territorio”.

Ed invece “proprio alcuni degli istituti di credito, che - per obblighi statutari, come le Popolari e le Bcc - dovrebbero sostenere le aziende, reinvestendo gli utili conseguiti nel territorio di appartenenza, non lo fanno se non in parte”.

“Per questo - aggiunge il presidente - il sistema del credito e quello della garanzia dovrebbero operare congiuntamente per creare valore a favore delle imprese di minori dimensioni, riconoscendo il peso centrale delle micro e piccole aziende nella struttura produttiva italiana e valorizzandone il contributo fondamentale per la crescita dei nostri territori. L’evoluzione che sta segnando il sistema dei confidi, anche alla luce delle profonde riforme normative in via di attuazione, pone le premesse per tornare a considerare queste strutture come interlocutori qualificati del sistema bancario e capaci di prospettare soluzioni a supporto delle imprese minori”.

Secondo Brigante “i confidi racchiudono valori fondamentali quali la prossimità al territorio e la conoscenza diretta e approfondita delle imprese”. “Non posso che riaffermare con forza e convinzione che quei valori fondanti di mutualità e vicinanza alle esigenze delle imprese, che hanno da sempre caratterizzato l’operato dei confidi, debbano rimanere sempre ben saldi", ha concluso. 

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