Nel ricettario di Confindustria “Quaranta ore di lavoro in più pagate il doppio”

Manifesto dell'associazione delle imprese. Smentite le previsioni di uscita dalla crisi: "Con un piede siamo già oltre il precipizio". Sulla legalità: i segretari generali dei Comuni tornino ad essere emanazione della prefettura

Un momento della conferenza presso la sede di Confindustria Lecce.

LECCE – Tempi neri, anzi nerissimi. E se qualcuno vede la luce in fondo al tunnel, si rivolga a Confindustria Lecce per uno schietto confronto. L’associazione di categoria ha infatti presentato questa mattina il manifesto per le imprese, l’occupazione e i consumi. Il periodo elettorale, del resto, si presta ad occasioni del genere, ma dalle parole di Piernicola Leone De Castris, il presidente, e di tutti gli altri intervenuti è emersa in modo netto un’accentuazione della preoccupazione che si ferma a un passo dal baratro. Mente l’altro piede è già sospeso nel vuoto.

Lo ha detto senza mezzi termini Vincenzo Portaccio, responsabile provinciale per la piccola industria: “Non stiamo drammatizzando, stiamo solo fotografando la situazione”. I dati nazionali, declinati in salsa salentina, sono ancora più negativi: occupazione, pil, cassa integrazione - soprattutto in deroga -, tutti gli indicatori, o quasi, portano nel mare in tempesta. Per Confindustria le cause sono sempre le stesse, con conseguenze amplificate dalle incapacità di riforme vere: la pressione fiscale; la burocrazia melmosa della pubblica amministrazione che risucchia le pratiche e rallenta oltre l’umana sopportazione i pagamenti; la stretta del credito che finisce per condannare agli stenti, quando non alla chiusura, anche le imprese più sane; l’inefficienza della giustizia.

Per salvare il salvabile e porre le basi di un pur sempre difficile rilancio, gli industriali propongono una “straordinaria terapia d’urto” che comprende alcuni intendimenti generali – misure per un tasso di crescita annuo almeno al 2 per cento, riduzione della pressione fiscale e del costo del lavoro, esclusione delle spese per investimenti dai vincoli del patto di stabilità – ma anche una proposta concreta: “Lavorare 40 ore in più all’anno pagate il doppio perché la retribuzione su quelle ore è esentata da Irpef e contributi”. Un'altra idea è quella di consentire il lavoro nel sesto giorno settimanale, il sabato, in modo completamente detassato. Ciò consentirebbe - ha dichiarato Mario Montinaro, delegato al fisco e membro del consiglio direttivo - di aumentare la produttività incentivando anche i consumi, con la previsione di un reddito aumentato di oltre il 25 per cento.

(Scarica e leggi il Manifesto delle imprese).

Esiste poi un secondo piano di intervento, ed è quello territoriale: prioritarie, qui, sono la revisione del calcolo dell’Imu e della Tares, il nuovo tributo sui rifiuti: rispetto al primo punto, dicono gli industriali, bisognerebbe attenersi al valore reale dell’immobile e non alla revisione delle rendite che sono ben oltre i numeri del mercato; sul secondo, la richiesta è di non equiparare i rifiuti industriali a quelli urbani.

Dirimente resta la questione dell’efficienza della pubblica amministrazione: “Nonostante il quadro normativo per la certificazione dei crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione sia pronto, persistono notevoli ritardi da parte degli enti della provincia di Lecce nell’accreditamento sulla piattaforma elettronica realizzata dal ministero dell’Economia e delle Finanze”.

Confindustria pone poi, in maniera molto netta, un tema che per i comuni cittadini è quasi sconosciuto: “Ristabilire un presidio di legalità anche negli enti pubblici riportando i segretari ad essere diretta emanazione del prefetto (attualmente sono scelti dall’amministrazione, ndr), nel convincimento che la nuova disciplina che regola le funzioni e il ruolo dei segretari generali dei Comuni ha rappresentato un grave vulnus sul piano del controllo”.

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