"Consorzio Asi: basta accuse reciproche, si agisca"

Il presidente della Provincia Pellegrino, pur dando ragione a Frisullo sul fatto che le origini del grave quadro economico sono remote, dice basta "allo sterile rimpallo di addebiti fra schieramenti"

La gravissima situazione in cui versa il consorzio Asi è al centro di una vera e propria bufera politica, soprattutto di una serie di reazioni a catena devastanti per il territorio. Dei giorni scorsi la notizia del taglio della fornitura d'acqua alla zona industriale di Lecce da parte di Aqp (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4172). Il vicepresidente della Regione, Sandro Frisullo, poco dopo la ricostituzione del cda del consorzio, rispondendo agli attacchi del centrodestra, disse che e appariva a suo modo "ridicolo scaricare sull'attuale gestione il carico e le conseguenze di una così lunga fase di commissariamento (sei anni, Ndr). I nuovi amministratori dell'Asi stanno tentando di ricostruire l'effettivo percorso che ha determinato l'impressionante debito nei confronti di Aqp". Un concetto ribadito più volte ed un intervento che ha chiamato in causa anche il presidente della Provincia.

"Sandro Frisullo ha indubbiamente ragione nel sottolineare che la difficilissima situazione economica in cui versa il consorzio Asi ha origini remote e chiama, quindi, in causa responsabilità politiche non addebitabili all'attuale Governo regionale", sottolinea Giovanni Pellegrino. "E tuttavia - prosegue - la situazione è tale da rendere sterile un rimpallo di addebiti tra centrosinistra e centrodestra regionale. L'interesse del territorio chiama ad azioni immediate tutti noi investiti attualmente da responsabilità di governo. Per questo riterrei non rinviabile un tavolo politico, che si faccia carico almeno delle urgenze più immediate trattandosi di un problema grave che riguarda lo sviluppo industriale del territorio e investe, quindi, di responsabilità un intero ceto dirigente. La Provincia è pronta a fare la sua parte se, in un confronto con parti sociali e cda del consorzio, Regione, Camera di commercio e municipalità - conclude - si diranno disposte a fare altrettanto".

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