Continua braccio di ferro tra Tondo e i sindaci. Regione verso il commissariamento dell’Asi

Dopo la delegittimazione del Cda e la replica del presidente, ancora in carica, la Regione ha intrapreso la procedura di scioglimento del consiglio per “l’impossibilità degli organi di funzionare”

il presidente Asi, Angelo Tondo

LECCE – Anche la Regione prende atto della insostenibile situazione di conflittualità nell’ambito del Consiglio di amministrazione e propende verso lo scioglimento e il commissariamento del Consorzio Asi della provincia di Lecce. Dopo l’infuocata assemblea del 1 febbraio scorso, in cui sindaci e amministratori dei comuni di Galatone, Gallipoli, Nardò, Soleto, Galatina, Melpignano, Tricase e anche il presidente della provincia di Lecce, Stefano Minerva, si erano fatti promotori della delibera di revoca del presidente Angelo Tondo (in carica dal 30 giugno 2011) e del Cda del consorzio Asi, ora la Regione Puglia ha intrapreso la procedura di scioglimento del consiglio “per gravi irregolarità e per l’impossibilità degli organi di funzionare, come previsto dalla legge regionale”.

Una situazione paradossale sulla quale, all’indomani della comunicazione e della delegittimazione da parte dei sindaci e degli amministratori, aveva fatto subito seguito una conferenza stampa del presidente dell’Asi, Angelo Tondo e del direttore generale, Antonio Fitto, che avevano confermato invece, a norma di regolamento, che “il consiglio di amministrazione è ancora in carica e operativo e che l’assemblea generale non ha competenze sull’argomento. Il sistema voluto dal legislatore pugliese ha individuato infatti nella stessa Regione, e nello specifico nella Giunta regionale, la competenza allo svolgimento di quei compiti di controllo e vigilanza che possono anche portare alla massima sanzione dello scioglimento degli organi”. L’assemblea dunque che ha facoltà di elezione, non avrebbe dunque il potere di revoca dei vertici del consorzio. Una questione tutta politica, quindi.  E in buona sostanza per disarcionare e mandare a casa Tondo e sciogliere il Cda del consorzio per lo sviluppo delle aree industriali è necessario un provvedimento dell’ente regionale che, verificate le condizioni di inagibilità operativa, porti ai provvedimenti di revoca e alla nomina di un commissario reggente.         

La vicenda trae origine dalle “inadempienze” contestate dai Comuni firmatari della mozione di revoca dell’attuale Cda, presieduto da Angelo Tondo, e consistenti a loro dire nel mancato riscontro alle numerose richieste avanzate dalle amministrazioni facenti parte del consorzio. La Regione in questi giorni ha ritenuto quindi che si vada configurando l’ipotesi della “impossibilità degli organi di funzionare” avviando l’iter di commissariamento dell’Asi. Una soluzione fortemente caldeggiata dal presidente della Provincia e sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, dal sindaco di Nardò e leader di Andare Oltre, Pippi Mellone (che potrebbe proporre un suo fedelissimo alla guida del consorzio), e anche dal sindaco di Galatone, Flavio Filoni e dall’assessore allo Sviluppo economico dello stesso Comune, Maurizio Pinca. “Ancora una volta l’azione amministrativa e politica del nostro Comune, improntata a dare efficienza agli enti intermedi di cui fa parte e finalizzata in questo caso a dare finalmente impulso allo sviluppo della zona industriale, ha avuto buon esito con il coinvolgimento degli altri comuni” hanno commentato congiuntamente Filoni e Pinca, “non si può continuare, come ribadito nell’assemblea dei sindaci del 12 febbraio scorso anche per il Consorzio di bonifica Arneo, a subire passivamente l’inefficacia e l’inerzia di enti pubblici che gravano con costi enormi sui cittadini”. 

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