Ricorsi commissione tributaria: a Lecce un terzo dei giudizi pendenti nella regione

Rispetto all'anno precedente, il numero delle istanze presentate nel 2013 dai contribuenti è aumentato di 4 volte: pesa sul dato il contenzioso per la revisione degli estimi catastali. In Puglia sono circa 33mila i procedimenti pendenti

LECCE – La Commissione tributaria della provincia di Lecce è la prima in Puglia quanto a giudizi pendenti e a quelli pervenuti nell’ultimo anno. I primi infatti, alla fine del 2013, erano 11mila112 con un balzo di quasi il 50 per cento rispetto all’anno prima. L’aumento considerevole è senza dubbio dovuto al contenzioso di massa con l’Agenzia del territorio per la vicenda della revisione degli estimi catastali.

Il sovraccarico improvviso ha determinato quindi un ribaltamento del saldo tra giudizi pervenuti e quelli definiti, che poi rappresenta la capacità di smaltire l’arretrato: se infatti nel 2012 erano stati presentati mille e 987 ricorsi e ne erano stati definiti 3mila 136, nell’ultimo anno sono pervenute 8mila 406 istanze e ne sono state definite 4mila 727. Questi e altri dati emergono dal secondo studio sul contenzioso tributario in Puglia da parte del Centro studi Confartigianato imprese.

In pratica si riferisce alla provincia di Lecce un terzo dei giudizi pendenti di tutta la regione, circa 33mila: per avere conferma dell’anomalia salentina basta raffrontare il dato con quello del capoluogo regionale: lì, alla fine del 2013, erano in attesa di definizione (o di rinvio ad altra corte) 6mila 513 ricorsi, mentre sui tavoli della commissione foggiana ne giacevano 8mila 455.

Considerando il dato regionale è l’Agenzia il convenuto più frequente in giudizio (nel 46 per cento dei casi), mentre i giudizi che chiamano in causa Equitalia rappresentano il 10 per cento circa. Per quanto riguarda i tempi di definizione a Lecce ci vogliono in media 794 giorni: la corte più veloce è quella di Bari con 512, quella più lenta Taranto con 1602.

Un aspetto interessante è anche quello che vede il contribuente soccombere interamente solo nel 9 per cento dei casi, mentre nel 35 per cento il giudizio è “intermedio” e nel 39 favorevole al ricorrente.

“Evidentemente – ha dichiarato Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato imprese Puglia - siamo dinanzi ad un rilevante margine d’errore nell’applicazione della normativa fiscale che, al di là dell’eventuale soddisfazione in sede giudiziaria, cagiona comunque costi elevatissimi per i contribuenti ed in particolare per le piccole e medie imprese e per le imprese artigiane, già gravate da una pressione fiscale insostenibile. E’ più che mai necessario ricalibrare il sistema fiscale italiano nell’ottica della semplificazione e della comprensibilità. Solo con leggi a misura d’impresa e di cittadino i contribuenti potranno cessare di considerare il fisco come una minaccia da cui doversi difendere”.

Per i ricorrenti leccesi, tra l'altro, è aperta una partita molto importante: l’Agenzia delle entrate, che ha assorbito quella del territorio, ha presentato ricorso presso la commissione regionale a tutte le sentenze di primo grado riguardanti proprio il riclassamento degli immobili. Al 31 dicembre 2013 erano poco più di 9mila i giudizi pendenti al tribunale di seconda istanza.

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