Ecco i saldi: 9 accorgimenti per evitare fregature

Il Codacons stila un vademecum da tenere a mente per evitare di imbattersi in acquisti sbagliati: dallo scontrino, alle modalità di pagamento, tutto quello che c'è da sapere

saldi
Faranno "saldi" di gioia soprattutto le donne. Nei negozi di abbigliamento e calzature sono tornati i cartelli con il segno "meno" davanti ai numeri e la percentuale a lato. Ma attenzione alle "sole", che quando si parla di saldi sono sempre in agguato. Il Codacons si Lecce mette tutti sull'attenti e stila il vademecum del buon acquisto. Punto numero uno, lo scontrino. "Conservarlo sempre", avvisa il Comitato di difesa dei consumatori. "Infatti non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Ma la novità rispetto agli anni scorsi è che non c'è più bisogno, come stabilito dall'articolo 1459 del codice civile, di denunciare i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta. Il decreto legge 114 del '98 ha stabilito, infatti, ‘che il consumatore deve denunciare al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto'".

Capitolo due, vendite di fine stagione. "Queste devono essere realmente di fine stagione", fa presente il Codacons. "Cioè, il saldo deve essere l'avanzo della stagione che sta per chiudersi e non fondi di magazzino. Infatti, il decreto 114 stabilisce che ‘le vendite di fine stagione riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo'. E' necessario poi diffidare degli sconti superiori al 50-60 per cento: possono nascondere merce non di stagione".

Terzo aspetto, il negozio di fiducia. "E' bene fare riferimento ad esercizi già conosciuti per acquistare in saldi", ricorda il Codacons. "In questo modo si conosce prima il prezzo o la qualità, valutando così la giusta convenienza dell'acquisto".

Nota numero quattro, le vetrine. "E' bene diffidare di quelle coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce esposta. Inoltre è bene verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà presentato in negozio. La merce ‘vecchia' offerta in saldo deve essere separata da quella nuova".

Quinta annotazione, la pubblicità. Si dice che sia l'anima del commercio, ma "è bene ricordare che la merce deve indicare in modo chiaro il vecchio prezzo ed anche quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato".

Sesto appunto, la prova dei capi. "Nessun obbligo, nel senso che dipende dalla discrezionalità del negoziante. In ogni caso il consiglio è quello di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati".

Settima osservazione, i consigli per gli acquisti (come direbbe Mike Bongiorno). "Mai fermarsi al primo negozio che propone sconti, ma confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati".

Pro-memoria numero otto, sui pagamenti. "Negli esercizi commerciali che recano esposti gli adesivi della carta di credito o del bancomat il commerciante ha l'obbligo di accettare queste forme di pagamento. Anche durante i saldi".

Nono ed ultimo consiglio, ovvero su chi rivolgersi nel caso in cui si pensi di aver preso una fregatura. "Nel caso in cui si sia convinti di essere stati raggirati, rivolgersi ad una delle associazioni dell'Intesa dei consumatori. Gli sportelli Codacons in Provincia di Lecce sono aperti tutti i venerdì dalle 17,30 alle 19,30 o anche all'Ufficio comunale per il commercio (via Braccio Martello), oppure recarsi dai vigili urbani del settore Commercio (stesso indirizzo).

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