Furti e rapine ai danni delle imprese locali: il grido d'allarme degli industriali

Confindustria Lecce chiede al governo di aumentare i controlli sul territorio: “Sicurezza e legalità di fatto costituiscono imprescindibili condizioni per lo sviluppo delle imprese e l’incremento dell'occupazione”

Un mezzo rubato a Nardò e ritrovato nel Foggiano.

LECCE - Una vera e propria recrudescenza del fenomeno criminale sta caratterizzando il Salento negli ultimi tempi. Tra rapine, attentati, minacce e ritorsioni, non c’è da stare tranquilli. A manifestare una concreta preoccupazione per le imprese salentine, prese di mira dai banditi, è il numero uno di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro.

Il presidente chiede un’immediata e decisa reazione da parte delle forze dell'ordine e del sistema economico, sociale e produttivo nel complesso. Confindustria Lecce fa appello anche al governo centrale affinché predisponga, tempestivamente, il potenziamento di uomini e mezzi a presidio del territorio, non solo salentino ma pugliese in generale. Questo perché taluni furti si sono verificati lungo le principali arterie di traffico regionale.

“Ora più che mai occorre fare fronte unico, come nel caso dei mezzi recentemente ritrovati e restituiti ad una nota impresa edile salentina, per dare certezze ai cittadini e agli imprenditori che devono poter operare con la massima tranquillità e serenità”, chiosa Negro.

Può essere utile, quindi, ricordare i principali eventi di cronaca che hanno fatto scattare l’allarme degli industriali. Innanzitutto la rapina a mano armata ed il tentativo di rapina nei confronti di una ditta del settore logistica e trasporti avvenute nella zona industriale di Lecce tra l’ottobre e il dicembre 2018.

A novembre, questa volta a Collepasso, sono stati rubati due automezzi del valore di oltre 100mila euro mentre a Surano si è verificato il furto di un autocarro e di una gru.

Nello stesso periodo, lungo la strada statale 16, all’altezza di Modugno, sono stati derubati i Tir che trasportavano le merci presso grandi imprese committenti. E ancora: Negro ricorda gli svariati tentativi di furti a Taviano; il furto di 4 automezzi a Galatone che ha provocato un danno ingente; i furti con spaccata a Nardò e Seclì; a Presicce sono stati trafugati un camion Fiat Iveco e due Bobcat mentre a Sternatia è saltato l’ennesimo furto di cavi in un parco fotovoltaico. Un vero bollettino di guerra, dunque. Anche se l’elenco è suscettibile di essere aggiornato in qualunque momento.

Le preoccupazioni del presidente di Confindustria, Negro

“Quelle citate sono solo alcune delle più eclatanti sottrazioni di mezzi e merci – commenta Negro-. Il timore è che possa venire meno il rapporto di fiducia tra committenti e produttori: è in gioco la credibilità delle nostre imprese”.

Confindustria rilancia l’attualità del tema della legalità e della sicurezza, a vantaggio di cittadini e imprese. “Questa è una questione vitale per il Salento che ha l'ambizione di crescere nel panorama nazionale ed internazionale. Il Salento ha già saputo mettersi alle spalle l'epoca buia in cui spadroneggiava la malavita. Le imprese però sono ancora troppo esposte ad azioni delinquenziali che possono mettere a repentaglio la loro stessa esistenza”.

Le zone industriali di Lecce e Casarano saranno oggetto, attraverso il Pon dedicato, di un intervento finalizzato all'incremento degli standard di sicurezza, mediante l'adozione di strumenti tecnologici fissi e mobili per il controllo del territorio.

In altri agglomerati, secondo l’associazione, occorre prevedere l'apposito inserimento di dispositivi e presidi aggiuntivi rispetto a quelli già predisposti dalle imprese a titolo privato. Quindi occorre potenziare l’illuminazione e la presenza di telecamere, monitorando degli accessi con pattugliamenti frequenti.

"Le imprese  - prosegue Negro - sono ancora in grave difficoltà: isolate dai grandi traffici, pagano lo scotto del gap logistico e infrastrutturale. La crisi dell'edilizia e di alcuni comparti trainanti ha fatto il resto. Con grande fatica e impegno gli imprenditori stanno cercando di superare l'impasse ma non vorrei che questi pregevoli passi in avanti venissero vanificati dal crollo del livello di sicurezza e legalità del territorio, con il conseguente minore appeal nei confronti dei committenti”.

Il rischio, quindi, è che i clienti dei brand più rinomati possano dirottare il proprio interesse altrove. “Sicurezza e legalità di fatto costituiscono imprescindibili condizioni per lo sviluppo delle imprese e l’incremento dell'occupazione”, conclude il presidente di Confindustria Lecce.

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