Imprenditoria, in sei mesi aprono 479 nuove ditte. Ma chiudono oltre 900

Il numero delle nuove aperture - stando a quanto riportato nel rapporto dell'ente camerale leccese, è stato inferiore a quello del medesimo periodo dello scorso anno (1.863), ed anche le cessazioni sono state più contenute rispetto al 2012 (1.032 unità)

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LECCE – Due sono i dati che fanno sperare in una lieve, lievissima ripresa. Anche perché c’è chi già parla, come la Camera di commercio di Lecce, di “positivo il bilancio imprenditoriale salentino nel secondo trimestre 2013”. Tra aprile e giugno la differenza  tra le imprese che aprono e quelle che chiudono è per  479 imprese in più, determinato da 1.431 iscrizioni e 952 cessazioni. Ma attenzione: oltre 900 ditte che in sei mesi chiudono, portandosi dietro disoccupazione, è invece il dato più preoccupante.

Il primo semestre 2013 delle aperture di fallimenti e concordati  si osserva che sono stati, rispettivamente 48 e 7. Rispetto al primo semestre 2012 i fallimenti sono aumentati  del 33%  mentre i concordati del 250% passando dagli attuali 7 ai 5 del semestre del 2012. I settori economici in cui si sono registrati il maggior numero di procedure fallimentari sono il comparto manifatturiero (15) , il commercio (13) e il settore dell’edilizia (10).  Per quanto riguarda i concordati,  invece, 3 si sono registrati nell’ambito delle attività professionali, scientifiche e tecniche e 2 nell’ambito del settore delle costruzioni. 

Ma dov’è allora il bicchiere mezzo pieno? Il numero delle nuove aperture, stando a quanto riportato nel rapporto dell’ente camerale, è stato inferiore a quello del medesimo periodo dello scorso anno (1.863), analogamente anche le cessazioni sono state più contenute rispetto al 2012 (1.032 unità). Il tasso di crescita  del periodo è stato pari a +0,66% superiore a quello medio nazionale che si è attestato a + 0,43%. 

Nel secondo trimestre 2013  tutte le regioni, ad eccezione della Valle  d’Aosta, e la quasi totalità delle province, hanno realizzato saldi positivi; le imprese pugliesi  hanno chiuso il trimestre con un tasso di crescita medio dello 0,46%  e la graduatoria provinciale nazionale vede   Foggia al 7° posto, realizzando la miglior performance tra le province pugliesi, segue Lecce (+0,66%), Taranto (+0,44%), Brindisi (0,31%) e Bari (0,24%).
Il gruppo delle imprese registrate al 30 giugno  è di 72.513 in lieve diminuzione  (-0,5%) rispetto allo scorso anno (72.834); le localizzazioni, invece, sono lievemente aumentate (+0,1%) passando dalle 84.059 dello scorso anno alle attuali 84.176.

I settori 
In relazione ai settori un’analisi puntuale dei saldi e dei tassi di crescita non è attendibile, perché su un saldo attivo di 479 imprese ben 431 sono quelle non classificate, quindi non imputabili a nessun settore economico  sino a quando non denunceranno l’inizio attività, in seguito a ciò verrà codificata l’attività economica svolta. Per cui allo stato attuale non è dato conoscere il tipo di attività intrapresa dalle 431 aziende, si può effettuare, però,  un’analisi sulle variazioni annue dei singoli settori, con riferimento al medesimo periodo del 2012. 

Il commercio, che rappresenta il 31% del totale delle imprese  (contro il 25,5% nazionale) e che rappresenta il settore più corposo della struttura imprenditoriale salentina,  ha registrato un lieve incremento  dello 0,10%. Le imprese dell’edilizia,   che rappresentano il 14,7% dello stock delle imprese, registra una flessione pari a -1,38%  analogamente le imprese agricole, che  rappresentano il 13,4% del totale delle imprese, hanno registrato  una variazione negativa del -2,69%  rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Da sottolineare il notevole incremento delle imprese registrate  (+45,05%) del settore dell’energia: al 30 giugno 2012 le imprese erano 91 un anno dopo 132.

L’altro settore rilevante  è l’industria manifatturiera. che rappresenta il 9,6% del totale delle imprese .ma che registra una flessione del -2,42% rispetto allo scorso anno. Le imprese dei servizi legati alla ricettività e ristorazione, rappresentanti circa il 7%  della struttura imprenditoriale  salentina, hanno registrato un incremento del 4% analogamente alle altre attività di servizi, essenzialmente servizi legati alla persona, le cui imprese sono aumentate del 2,8% con un peso del 4,4%.


Le imprese artigiane
Al 30 giugno le imprese artigiane ammontano a 19.191 registrando un tasso di crescita dello 0,26%  più contenuto rispetto a quello dello scorso anno (+1,39%) corrispondente ad un saldo di 250 imprese contro le attuali 50.

Il tasso di crescita nazionale  è risultato lievemente negativo (-0,01%). Tra le province pugliesi  anche Bari registra un tasso di crescita rosso (-0,94%), mentre Taranto si colloca  al 9° posto della graduatoria nazionale con + 0,54%, Brindisi al 12° con +0,48; diversi posti più giù si colloca Foggia con + 0,10%. Le imprese iscrittesi tra aprile e giugno  sono state 354, quelle cancellate 304, le  50 aziende che costituiscono il saldo sono imputabili  per la maggior parte (35) nel comparto dell’edilizia, che registra un tasso di crescita pari a + 0,47%; nel comparto alberghiero-ristorativo se ne collocano altre 10 con un tasso di crescita pari a + 1,26%;  il numero delle imprese dei servizi alla persona aumenta di 26 imprese (+0,90%), mentre il settore manifatturiero tra aprile e giugno perde 18 aziende (-0,40%). In relazione alla natura giuridica, le 50 imprese artigiane si collocano  per la maggior parte (38 unità)  tra le imprese  individuali, 12 tra le società di capitali e 5 tra le cooperative; le società di persone, invece, registrano una perdita di 5 aziende.

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