Non è tutto oro quel che è startup. E i finanziamenti non generano lavoro

Indagine del Laboratorio di Ingegneria Gestionale su 36 soggetti vincitori di competizioni pubbliche dal 2018 al 2014

LECCE – Non è tutto oro quello che è startup. Lo dice uno studio del laboratorio di Ingegneria Gestionale dell’Università del Salento condotto alla fine del 2015 su 36 nuove imprese pugliesi.

I risultati della ricerca realizzata da Gianluca Elia e Mario Marinazzo, con il coordinamento della professoressa Giuseppina Passiante, sono piuttosto impietosi anche perché si riferiscono a soggetti che hanno ricevuto contributi che vanno da poche migliaia di euro alle centinaia di migliaia, assegnati in competizioni pubbliche finanziate con fondi europei. 

Ebbene, l’analisi su dati dal 2008 al 2014 ha rivelato che 26 startup non fatturano nulla, 31 non hanno nemmeno un addetto e 9 sono rimasti nella dimensione di idea imprenditoriale senza divenire un'impresa definita. Certo, il campione non è rappresentativo di tutte le startup pugliesi tra le quale non ne mancando di interessanti, hanno tenuto a precisare i ricercatori, ma quelle analizzate sono pur sempre risultate vincitrici di competizioni pubbliche e quindi per definizione qualificate.

Tra l’altro, dal confronto con i dati che si rilevano in altri contesti, le startup premiate sulla base di procedure concorsuali, hanno fatto registrare un tasso di mortalità elevato e un’attività comunque  problematica. In sintesi, spiegano i ricercatori, determinante per la sopravvivenza è la rete di protezione rappresentata dai finanziamenti pubblici: “È evidente la contraddizione, rilevano gli autori dello studio, «fra la strategia dichiarata di dare luogo a nuovi ecosistemi imprenditoriali innovativi e il risultato reale di creare, invece, ecosistemi che educano a una imprenditorialità comoda e garantita”.

Per la crescita e lo sviluppo di imprenditorialità innovativa occorrerebbe invece, secondo i ricercatori, una “manovra sistemica e integrata” in grado di attrarre talenti (soprattutto in ambito internazionale) e non solo investimenti; consolidare e sviluppare il potenziale di imprenditorialità innovativa già esistente sul territorio; attuare metodi di apprendimento innovativi e contenuti trasversali già nella scuola secondaria superiore, oltre che negli studi universitari; promuovere forme di finanziamento basate sulla connessione diretta tra i nuovi imprenditori ed i potenziali finanziatori; sostenere processi imprenditoriali originati dentro le imprese pugliesi di successo, anche mediante la contaminazione con soggetti operanti nel mondo della ricerca.

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