Saldi e multe. Per il giudice il messaggio era molto chiaro, e così la spunta il negozio

Il Comune di Lecce aveva contestato con sanzione salata la vendita anticipata al periodo. Ma il cartello indicava semplicemente ai motivi per attendere il momento

Foto di repertorio.

LECCE – Forse quel cartello ha fatto sobbalzare qualcuno: “30 buoni motivi per attendere i saldi con noi”. Recitava proprio così. E chissà se sia stata una segnalazione a far scattare quel giorno gli agenti di polizia locale, o se sia stato un ingresso d'iniziativa. Di sicuro c'è stata una visita nel negozio d’abbigliamento, nel pieno centro di Lecce (quartiere Mazzini), e il verbale, contestato a una dipendente che stava allestendo il negozio e alla società proprietaria, chiamata a risponderne in solido.

Mancavano sei giorni all’avvio dei saldi estivi (era il 29 giugno del 2013) e quel negozio ha fatto ciò che raramente avviene: ha deciso di impugnare tutto davanti al giudice.  Di solito, chi riceve questo tipo di multe paga e chi s’è visto, s’è visto. Ma se il messaggio non è distorto, perché chinare il capo? 

Tutto ciò è avvenuto dopo che l’attività commerciale, tramite il proprio avvocato, Pierpaolo Patti, ha chiesto l’audizione delle parti per illustrare il proprio punto di vista e chiarire eventuali equivoci. Nessuna mossa scorretta, nessuna vendita anticipata. Il negozio stava solo preparandosi al periodo tanto atteso dagli acquirenti per acquistare merce scontata, scegliendo uno slogan che sembrava accattivante, laddove la “b” di “buoni”, poteva magari ricordare graficamente il segno percentuale.

Ma in fin dei conti, il verbo "attendere", non ha significati reconditi. A meno che non la si voglia vedere alla maniera del filosofo tedesco Lessing, secondo cui "l'attesa del piacere è essa stessa il piacere" (toh, forse non ci hanno forse un messaggio pubblicitario pure su questo aforisma?). Sarebbe stato un po' troppo sottile. 

Il cartello non promuoveva i saldi, dunque, ma l’attesa dei saldi. Lapalissiano. E con tanto di ulteriore scritta: “Vetrina in allestimento”. Insomma, una partita giocata sul filo della semantica. Da aggiungere: non erano nemmeno le 10 di mattina, peraltro, all’accesso quel giorno degli agenti (9,46, per la precisione) e praticamente non c’erano state vendite, ha spiegato il legale.

Per un po’ sono rimasti tutti convinti che la vicenda fosse stata archiviata, i dubbi chiariti. E invece, un bel giorno il Comune ha emesso un’ordinanza. Conto da pagare, mille euro tondi, in forma ridotta. Ordinanza che, però, è stata impugnata davanti al Tribunale. E’ stata soprattutto una questione di principio, nata dalla ferma convinzione di non aver fatto davvero nulla di male. E il giudice di pace Angela De Simone ha dato sostanzialmente ragione al negozio d’abbigliamento, con una decisione che risale ai giorni scorsi.

Scrive il giudice che “non sono emerse prove sufficienti” a carico di dipendente e società proprietaria. Il Comune di Lecce, nei fatti, come detto aveva contestato la vendita di capi d’abbigliamento applicando sconti prima dell’avvio dei saldi (giorno previsto: 6 luglio 2013). Il che sarebbe stato oltremodo scorretto.

Ma il giudice ha ritenuto che il messaggio “30 buoni motivi per attendere i saldi con noi” non comportasse un effettiva vendita in corso con sconto. Semmai, “da un punto di vista logico e semantico – scrive nella sentenza – può solo dedursi che la vendita avrebbe comportato la riduzione del 30 per cento del prezzo e che tale percentuale di sconto rappresentava buon motivo per attendere l’inizio dei saldi”.

L’interpretazione probabilmente più corretta? Secondo il giudice di pace: “Informare in anticipo” i “potenziali acquirenti”. Il che sembrerebbe avvalorato anche dal fatto che nel verbale sotteso all’ordinanza non si evince la presenza di clienti che stessero beneficiando di effettivi sconti. Che ci sia stato un po’ di accanimento, allora? Questo il giudice non lo scrive. Ogni osservazioni viene lasciata al lettore.  

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (10)

  • Avatar di Ron
    Ron

    Questa sentenza del giudice di pace lascia solo il tempo che trova,secondo il mio punto di vista è stata la relazione che ha fornito l'avvocato difensore a incanalare il giudice verso quel giudizio,e visto che la multa è stata fatta la mattina presto e di conseguenza non esistevano ancora scontrini fatti, sarebbe stato logico controllare gli scontrini dei giorni precedenti,oppure tornare nell'ora di chiusura e vedere se le vendite erano state fatte in saldo.in questo modo i vigili involontariamente gli hanno lasciato degli appigli su cui poi si è appoggiato il legale. Cmq sia questo comportamento è SCORRETTO nei confronti di quei suoi colleghi che non usano queste misere strategie solo per fottere e per non rispettare le regole.La legge dice che nei 40 giorni prima dei saldi di fine stagione non possono essere usate promozioni o saldi. A questo punto ognuno si regola in base alla morale o alla sua etica personale.

    • Nel caso di specie il cartello era chiaro, quindi magari evitiamo le dietrologie. E se veramente siamo per il rispetto delle regole, allora cominciamo a rispettare le sentenze dei giudici.

      • Avatar di Ron
        Ron

        Lei ha perfettamente ragione,Il cartello era abbastanza chiarissimo,secondo me un cartello del genere posto in vetrina a 5-6 giorni dei saldi serve solo a far entrare clienti e iniziare le vendite prima, a discapito dei colleghi che hanno SI DECISO di rispettare le regole. poi il giudice in base a quello che "aveva" in mano ha deciso di non far pagare il verbale,ben venga per il commerciante.La legge sul commercio è CHIARA e non si devono trovare sotterfugi per raggirarla. Credo che se lo stesso trattamento( cartello ambiguo) lo subisse quel commerciante,di certo gli servirebbe da lezione.

        • Lei si è fatto proprio un bel film. Del quale ha scritto la sceneggiatura, ha interpretato i vari personaggi, ha firmato la regia e ci ha perfino proposto la critica. Una sorta di "Io sono un autarchico", in cui lei interpreta tutti i ruoli: il vigile urbano, il commerciante, l'avvocato, il giudice e addirittura il cartello.

  • Vigili urbani sempre assetati dei soldi facili... Sono contento che esiste un giudice a Berlino

  • Bravo il giudice! Anche se sarebbe ora di liberalizzare il settore.

  • Avatar di Ron
    Ron

    quei cartelli sono SOLAMENTE una presa in giro a discapito di rispetta le regole,è lapalissiano che chi espone quel tipo di cartello la sua unica intenzione è quella di voler anticipare i saldi

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Sui barconi per una nuova vita, poi schiavizzate e costrette a prostituirsi: 5 arresti

  • Cronaca

    Una biologa rinviene un sacco sulla scogliera: all’interno 9 chili di marijuana

  • Cronaca

    Notte di terrore: piombano in casa di anziana allettata, strattonata la badante

  • Politica

    Perrone, la seconda lettera è per Salvemini: "Li leccesi nu su fessa"

I più letti della settimana

  • L’8xmille nella diocesi di Lecce: anche a sud la campagna “Chiedilo a loro”

    Torna su
    LeccePrima è in caricamento