Il maltempo paralizza i balneari: dal Sib parte una richiesta di moratoria

Stimata perdita di fatturato dell'80 percento a inizio stagione. Richiesto ad Abi di sospendere rate di mutui e finanziamenti

LECCE - Aprile e maggio sono stati due mesi da dimenticare. E anche giugno è iniziato nel peggiore dei modi, con violenti acquazzoni e grandinate atipiche per la stagione che hanno creato danni a tutto spiano.

L'instabilità meteorologica rischia di mettere in ginocchio il turismo, è ed una prospettiva preoccupante per il Salento. A inizio stagione già si stima una perdita di fatturato, per le imprese balneari, pari all'80 percento. Per Alfredo Prete, presidente del sindacato balneari Sib Lecce, è quindi tempo di correre ai ripari.

“I danni sono stati tali che non ci possiamo più permettere di vederci liquidati con qualche battuta o con una impotente alzata di braccia” scrive lui in una comunicazione indirizzata al segretario della Commissione regionale dell'associazione bancaria Abi, Vincenzo Panzarino.

Nella missiva si legge una richiesta di moratoria per i titolari degli stabilimenti balneari che consiste in una sospensione, per almeno 12 mesi, delle rate di mutui e finanziamenti legati all’attività imprenditoriale. L'obiettivo è quello di consentire ai concessionari un po’ di respiro.

“Le aziende del settore, proprio a causa delle avverse condizioni meteo, hanno subito una gravissima riduzione dei fatturati. Il calo sta determinando una situazione di difficoltà oggettiva rispetto agli impegni assunti dagli operatori con gli istituti bancari”, scrive Prete chiedendo un incontro tra Abi e associazioni di categoria.

Per il presidente Sib è importante investire del problema anche le istituzioni del territorio, richiamate ad un'assunzione di responsabilità politica verso ciò che, in altri settori produttivi, si identifica come stato di calamità naturale.

In altre parole, il sindacato balneari di Confcommercio si pone l'obiettivo di equiparare le perdite economiche sofferte dal comparto a quelle da sempre riconosciute al mondo agricolo.

E del resto, in quest’ottica, il Sib nazionale si è rivolto al ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio.

“A maggio e in questo inizio di giugno, in tutta Italia, gli ombrelloni sono chiusi, le spiagge deserte, le mareggiate hanno fatto la loro disastrosa parte, e il freddo e la pioggia sono stati gli unici ospiti delle strutture sulla costa. Strutture che pure, in gran parte, sono stanziali, con tutti i costi fissi che questo comporta: il servizio di salvataggio, già operativo per legge, i dipendenti del bar, i vigilantes e poi le bollette, i fornitori e il personale dei ristoranti”, si legge ancora.

Per il sindacato siamo arrivati alla paralisi del settore: “Una situazione preoccupante che non vede applicati però al turismo i benefici previsti dalla normativa vigente per l’agricoltura, come la riduzione del pagamento degli oneri previdenziali”.

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