Open day nel cementificio Colacem. Boccia: “Stabilimento di riferimento per l’Italia”

Oggi l’iniziativa “porte aperte” nell’impianto di Galatina. Oltre alle scolaresche in visita a sorpresa anche il presidente nazionale di Confidustria. Gli ultimi investimenti per sicurezza ed emissioni

GALATINA - Nel giorno dell’open day dei cementifici d’Italia anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha voluto approfittare dell’iniziativa organizzata da Federbeton, la federazione della filiera del cemento e del calcestruzzo, e dall’Aitec, l’associazione che riunisce i produttori nazionali del cemento, per una sortita nell’impianto Colacem di Galatina. Qui i tecnici e la proprietà hanno accompagnato i visitatori (porte aperte per cittadini e scolaresche) in un giro panoramico all’interno dello stabilimento salentino considerato  uno dei più avanzati d'Europa anche grazie a un investimento di 6 milioni di euro sulla torre di preriscaldo, sul filtro per l'abbattimento delle polveri e del carbonile.

“Se si vuole guardare il futuro del Paese bisogna visitare la Colacem vero punto di riferimento nazionale” ha detto il presidente Boccia nel corso della sua visita e parlando della prima giornate delle porte aperte Ferderbeton in quattro stabilimenti degli associati Aitec: oltre alla Colacem di Galatina open day in questo fine settimana anche alla Italcementi di Matera e Colleferro, e alla  Holcim di Ternate. “E’un’ iniziativa molto bella e propositiva” ha riferito Boccia, “in quanto permette di raccontare come si produce il cemento e come si costruiscono i fondamentali per un grande Paese che è l'Italia, seconda manifattura d'Europa”.

In mattinata sono state tante le scolaresche che hanno affollato la fabbrica della Colacem di Galatina per un percorso guidato all’interno della struttura, con annesse degustazioni di prodotti tipici locali. L’obiettivo primario della proprietà è stato quello di informare, spiegare come si produce il cemento e far conoscere a tutti l’impegno aziendale rivolto “all’innovazione e alla sostenibilità”. Per l’occasione era presente anche la proprietà insieme ai vertici dell’azienda che vanta stabilimenti all’avanguardia in tutta Europa. Studenti, associazioni e curiosi hanno visitato la fabbrica in gruppi di 20 persone accompagnate da una guida e muniti di dispositivi di protezione individuale.  “L’azienda ha puntato sull’innovazione in questi anni per limitare al massimo le immissioni” spiega  Franco Colaiacovo, amministratore delegato con deleghe specifiche, “e oggi è ai massimi livelli europei di sostenibilità e sicurezza ambientale grazie agli investimenti fatti. Oggi il cemento serve per fare le manutenzioni che non si fanno più in Italia. I ponti crollano, le strade cedono. Bisogna attuare un piano di ristrutturazione totale del Paese”. Presente anche il professor Domenico Laforgia, direttore del Dipartimento Sviluppo Economico e Innovazione della Regione Puglia, che ha elogiato l’azienda produttrice di cemento per la capacità di rinnovarsi e di puntare su tecnologie che salvaguardano l’ambiente.

Il direttore generale Fabrizio Pedetta ha spiegato come Colacem “vuole fare cultura d’impresa dialogando col territorio e puntando su sicurezza e sostenibilità. Siamo aperti sempre a chiunque volesse venire a vedere come lavoriamo, anche al di fuori di questo open day. Siamo un gruppo capace di fare massa critica” continua il direttore, “la nostra filosofia di comunicazione è di apertura. L’open day è un modo di far conosce quello che facciamo, ma anche come lo facciamo. Per noi è importante il rapporto con il territorio. Siamo qui a Galatina da molti anni e vogliamo mostrarci per quello che siamo e per la capacità di lavorare con valori ben saldi, come quello della sicurezza. Dietro al nostro cemento c’è tanta tecnologia, tanta ricerca e innovazione”.  L’iniziativa porte aperte ha permesso di visitare la Colacem e scoprire da vicino come nasce un materiale unico come il cemento, fondamentale per lo sviluppo economico e sociale. Attraverso la voce delle persone che con passione e orgoglio vi lavorano, i visitatori  hanno conosciuto da vicino un impianto la cui storia è profondamente radicata nel territorio salentino. Durante la visita, si è parlato dei recenti investimenti sulla torre di preriscaldo, sul filtro di abbattimento delle polveri e sul carbonile, per una cifra di 6 milioni di euro.

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