Operatori licenziati, Gial plast pronta al reintegro. Diffida del Comune

Svolta importate dopo sit in e riunione della commissione Ambiente: la ditta chiederà in autotutela al commissario giudiziario la revoca dei licenziamenti. Passa la linea dura di Comune, opposizione e sindacato Cobas

GALLIPOLI - Si incammina verso la strada della ragionevolezza e del buon senso la vertenza relativa agli operatori licenziati dalla ditta Gial plast srl, dopo l’interdittiva antimafia della prefettura (poi sospesa dal tribunale di Lecce), e degli ulteriori sei dipendenti  che rischiavano di essere estromessi anche dall’organico della ditta Colombo Biagio srl, mandante dell’Ati che gestisce l’appalto dei rifiuti dell’Aro 11 di Gallipoli. La schiarita arriva dopo il sit in e la contestuale riunione della commissione Ambiente del comune ionico che era stata convocata per questa mattina per fare chiarezza proprio sul nodo licenziamenti in capo alle ditte della nettezza urbana.

La forte presa di posizione univoca espressa dall’amministrazione comunale, dai consiglieri comunali di opposizione e dai sindacati, ha portato alle determinazioni attese da mesi ormai dai circa trenta lavoratori estromessi dal posto di lavoro in relazione alle loro vecchie pendenze con la giustizia: alla luce delle richieste reiterate nell’ambito dell’incontro odierno la stessa società della Gial Plast ha preso l’impegno di formulare istanza scritta al commissario giudiziario, Massimo Bellantone, in una lettera formale in cui, in regime di autotutela, revocherà i licenziamenti effettuati nella primavera scorsa. Una soluzione sperata, ma anche ormai inevitabile viste le recenti sentenza a favore del reintegro dei lavoratori e alla presa di posizione da parte del Comune che ha imposto l’aut aut, facendo sintesi tra le richieste formulate da maggioranza, opposizione e amministratori: reintegro della forza lavoro, o rescissione del contratto d’appalto.   

A dar manforte, per quanto concerne i nuovi licenziamenti paventati dalla società brianzola della Colombo Biagio srl, è arrivata anche la sospensiva dei giudici della prima sezione del Tar della Lombardia che ha sospeso, sino al 15 gennaio, l’efficacia del provvedimento emesso dalla prefettura di Monza, e impugnato dalla ditta, proprio nella sola parte che fa riferimento all’inibizione della prosecuzione dei contratti di lavoro. Anche quei licenziamenti annunciati per il cantiere di Gallipoli possono ritenersi quindi sospesi come da decreto del tribunale amministrativo reso noto dal capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano.      

I lavori della commissione Ambiente, convocata dal presidente Cosimo Nazaro che ha tracciato  la linea della discussione sono proseguiti per il tramite dell’assessore e vicesindaco Giuseppe Venneri e, successivamente, con il consigliere Flavio Fasano che ha rivendicato le richieste fatte negli ultimi giorni anche con la estrema ratio della revoca dell’appalto per le violazioni contestate al raggruppamento delle imprese capeggiato dalla Gial Plast. Alla discussione hanno preso parte anche i dipendenti della ditte e i rappresentanti sindacali. Non è mancato l’intervento del sindaco Stefano Minerva che ha espresso anche oggi, con fermezza, la posizione dell’amministrazione. “Si tratta di una situazione indegna” ha detto Minerva, “i licenziamenti non rimpiazzati con altre risorse umane causano un disservizio importante per la nostra città. Siamo di fronte ad un contratto che, alla luce degli ultimi avvenimenti, diventa illegittimo.  Così come affermato più volte, non restiamo fermi a guardare: stiamo scrivendo alla ditta rivendicando giustizia e chiarezza. Si tratta di un aut-aut: quanto scritto nel contratto deve corrispondere necessariamente alla verità. Ciò prevede che il servizio debba essere svolto dagli operatori indicati da esso, altrimenti saremo costretti a revocare il contratto.  I lavoratori e le loro famiglie in primis hanno bisogno di risposte urgenti” conclude il sindaco, “ma anche tutti i cittadini che con grande senso civico pagano le tasse sulla spazzatura hanno bisogno di chiarezza e di sapere che il servizio è e sarà idoneo”.

Al termine del confronto soddisfatti anche i rappresentanti del sindacato Cobas che intravedono una via d’uscita della situazione che apre un viatico non solo per i lavoratori della Gial Plas e della Colombo Biagio srl del cantiere gallipolino, ma anche per quelli di Ecotecnica di Brindisi. Un incubo che dovrebbe finire al più presto per il sindacato Cobas che questa mattina era a Gallipoli per un sit in nei pressi della sede comunale di via Pavia mentre era in corso la riunione della sesta commissione consiliare.

“Finalmente una soddisfazione, i licenziati Gial Plast tornano a lavoro e per quelli di Ecotecnica di Brindisi finisce un incubo” annunciano Roberto Aprile e Giuseppe Mancarella, “la commissione del settore Ambiente del Comune di Gallipoli unitamente ha sostenuto che qualora i licenziamenti non fossero rientrati la Gial Plast poteva andare comodamente a casa. La società ha quindi preso a quel punto l’impegno di scrivere al commissario giudiziario, Bellantone, una lettera in cui in regime di autotutela revoca i licenziamenti effettuati nella primavera scorsa. Rimaniamo tutti con il fiato sospeso, ma certi che finalmente un briciolo di giustizia è arrivato” concludano i sindacalisti Cobas, “i licenziati di Gallipoli e degli altri comuni che appartengono all’Aro, insieme a quelli di Fasano, Cisternino, Sannicandro aspettano ad horas la conferma dell’invio della lettera con successiva risposta positiva, quindi  la certezza del rientro. Si cancella così anche quell’effetto domino che, in modo sbagliato, aveva coinvolto i lavoratori di Brindisi di Ecotecnica, capitolo chiuso con un ritorno alla serenità per tutti i lavoratori. Siamo soddisfatti perché non abbiamo mai mollato un istante a stare al fianco dei lavoratori  raccogliendo un risultato a dir poco importante”.

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