Economia sociale: un laboratorio leccese tra i cinque premiati in Italia

Il progetto di inclusione sociale, culturale e lavorativa di Fondazione Div.ergo-Onlus proclamato vincitore del premio “Angelo Ferro” edizione 2020 per l’innovazione nell’economia sociale

Il laboratorio Divergo di Lecce.

LECCE - Il Laboratorio creativo “Div.ergo” di Lecce è uno dei 5 progetti vincitori della quarta edizione del premio nazionale per l’innovazione nell’economia sociale “Angelo Ferro”, promosso da Fondazione Zancan e Fondazione Cariparo con il contributo di Intesa Sanpaolo. Il progetto ha superato una selezione che ha visto concorrere 330 progetti da ogni regione.

Le 20 esperienze più innovative (tra le quali solo due del Sud Italia, entrambe di Lecce) hanno avuto accesso alla selezione finale dove, una giuria composta da esponenti del mondo accademico, sociale ed economico, ha decretato i cinque vincitori. Le esperienze vincitrici si caratterizzano per le forme di integrazione originale fra pubblico e privato e per l’offerta di soluzioni e servizi di interesse generale con significativi risultati economici e di inclusione lavorativa e sociale.

L’obiettivo del premio è quello di valorizzare il lavoro di tutti quegli enti del Terzo settore, comprese le imprese sociali, che hanno contribuito a innovare l’economia sociale, ottenendo risultati e soluzioni che intercettano bisogni sociali attivando risposte originali. Il progetto Laboratorio creativo Div.ergo, che lo scorso 8 dicembre ha compiuto 10 anni di storia, è un’esperienza di inclusione sociale che coinvolge giovani e adulti con disabilità intellettiva a tempo pieno in un laboratorio artigianale nel cuore della città di Lecce per la realizzazione di prodotti artistici. Il progetto usufruisce del supporto del Comune di Lecce che ha assegnato il locale di Corso Vittorio Emanuele II a canone agevolato, considerata la valenza sociale dell’iniziativa.

Luogo di cultura, di relazione e di lavoro, il laboratorio costituisce un’esperienza innovativa di inclusione sociale. Distribuisce i propri prodotti in negozi di tutta Italia e, grazie alle vendite, riesce ad autofinanziarsi. Per gli artisti con disabilità che lo frequentano, il laboratorio si configura come un reale processo di empowerment, grazie al quale accrescono le loro conoscenze artistico-culturali, instaurano relazioni significative e apprendono l’utilizzo di diverse tecniche di lavoro.

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