Aule troppo piccole per sedute di laurea. Rappresentanti: “Ma non demonizziamo l’Unisalento”

Nell'ultima sessione della facoltà di Scienze della formazione l'aula prevista era troppo piccola rispetto al numero dei laureandi e delle rispettive famiglie. I portavoce degli studenti, pur stemperando i toni della polemica, si sono chiesti: "Perché non utilizzare l'Aula Magna?"

L'Ateneo leccese

LECCE  - Proclamazione all'aperto per i neo dottori della facoltà di Scienze della formazione dell'ateneo salentino. Non è soltanto un’idea, ma una certezza. Le proclamazioni dell'ultima seduta di laurea, che si sono svolte lo scorso 28 luglio, erano previste nell'aula Ferrari del Palazzo “Codacci Pisanelli”. Un'aula attrezzata, certo, con aria condizionata e buona diffusione audio, ma troppo piccola per contenere tutti i presenti.

Eppure, secondo i rappresentanti Gilda Brescia e Mario Pede, “Una tale folla di gente si sarebbe potuta prevedere. Se ad esempio i candidati al titolo sono 50, sarebbe scontato prevedere almeno 5 o 6 persone per ogni candidato. Quindi, ci rimane da chiederci: come mai aver destinato un'aula di soli 70 posti, visti gli elenchi? Non sarebbe stato opportuno dedicare sin da subito l'Aula Magna?”. Questa la domanda che hanno posto i portavoce degli universitari, i quali hanno anche suggerito che, in alternativa, si sarebbe potuto procedere con la divisione degli elenchi  in almeno due tornate nello stesso giorno.

 Eppure, stemperano i toni i rappresentanti. Gilda Brescia, referente per l'associazione "Obiettivo Studenti" ha aggiunto “Pur comprendendo il disagio innegabile, credo che non si debba fare di tutta l'erba un fascio, per evitare di gettare tutto questo fango sull'Unisalento in generale. Partiamo dal presupposto che l'Università si muove secondo una struttura gerarchica dove ogni persona coinvolta trova la sua collocazione e deve assolvere a determinate funzioni”.

“È comprensibile, visto da fuori – ha aggiunto-  che si faccia ricadere la colpa su tutto l'Ateneo; tuttavia, nella fattispecie di quanto accaduto, le cause vanno rintracciate in chi dovrebbe svolgere il suo lavoro con maggiore attenzione, e non lo fa, tentando di far trovare all'ultimo soluzioni in modi di fare "altamente creativi" ma poco istituzionali, come abbiamo avuto modo di vedere. Ripeto, questo è un problema che va circoscritto e risolto, e non amplificato coinvolgendo l'Ateneo nella sua complessità. La nostra Università non ha interesse a creare disagi ai suoi studenti. Abbiamo attrezzature  che permetterebbero la buona riuscita di semplici eventi, come le proclamazioni, ma, evidentemente, ciò che manca è una buona organizzazione. Sono del parere – chiude la rappresentante - che le cose funzionano solo se ci si impegna a farle funzionare”. 

Di parere analogo anche Mario Pede, portavoce dell’associazione “Uninsieme” e rappresentante degli studenti per la facoltà di Giurisprudenza.  “Effettivamente questa situazione – dichiara Pede -, che dovrebbe essere circoscritta, sembra invece aver generato una amplificazione che ha coinvolto tutta l'Unisalento. Ciò nonostante non si deve sminuire la gravità di quanto accaduto.  Per uno studente giunto alla fine del suo percorso, la proclamazione è un momento importante, speciale, frutto di anni di sacrifici e dedizione, e di certo non ci si aspetta questi disagi che possono rovinare il ricordo di uno dei giorni più belli della propria vita. Bisogna lavorare affinchè queste gravi carenze non si verifichino più, ma sempre senza demonizzare il nostro Ateneo”.

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