Quando la burocrazia taglia le gambe alle imprese

Confindustria interroga i candidati sindaci sulla città che verrà. Rispondono Pankiewicw, Bianco, Perrone e Rotundo. De Cristofaro assente perché in polemica con l'associazione leccese

Tonnellate di carte, di documenti, di dichiarazioni e di adempimenti che succhiano energie agli imprenditori. E chi ci rimette non sono solo i cittadini ma è il sistema produttivo italiano. Drag (Documento regionale di assetto generale), Pug (Piano urbanistico generale), Dpp (Documento programmatico preliminare). Sigle e burocrazia, che nello specifico settore dell'edilizia complicano la vita agli imprenditori, perché un piano è legato all'altro e il blocco di uno compromette e restringe lo sbocco dell'iter per lo sviluppo veloce e sostenibile del territorio. L'Associazione degli industriali di Lecce chiede al sindaco che verrà cosa pensa di fare per contribuire al rinnovamento di processi e di metodi affinché le opportunità di investimenti non vengano ingabbiate dalla burocrazia di cui si ciba la pubblica amministrazione. A parte l'assenza di Mario De Cristofaro, candidato per i Socialpopolari, perché in polemica con Confindustria, hanno risposto all'invito Wojtek Pankiewicw (candidato a sindaco per il centro moderato), Salvatore Bianco ("Per Lecce e le marine"), Antonio Rotundo (centro sinistra per l'Unione) e Paolo Perrone (centro destra per la Cdl).

La premessa di Piero Montinari, presidente di Confindustria Lecce, parte da un invito: "Ci rivolgiamo ai candidati qui presenti per avere una risposta sulla variabile tempo, che assume rilevanza per lo sviluppo e il successo delle imprese del settore edile. L'incontro di oggi - ha detto - è incentrato sull'urbanistica e le problematiche legate all'edilizia, perché riteniamo che la rivoluzione tecnologica con l'avvento di Internet e quindi la possibilità di avere l'informazione in tempo reale, ha ridotto i cicli economici. E allora non è più possibile pensare di ragionare con delle tempistiche che non appartengono più ai tempi moderni. L'aspetto della semplificazione è quindi secondo noi di Confindustria uno degli aspetti più importanti e prioritari, perché l'economia ha bisogno di risposte immediate e comunque la semplificazione di tutti gli atti e gli iter amministrativi deve essere tenuta in grandissima considerazione dalla pubblica amministrazione e dal prossimo sindaco".

Insomma, come cambierà la città? Ha preso per primo la parola Salvatore Bianco: "Credo che prima di passare nella fase esecutiva bisognerebbe confrontasi con la nuova amministrazione, conoscere quali saranno gli obiettivi, se davvero vorrà confrontarsi con i cittadini. Punterei in maniera decisa, se sarò sindaco, sulla fascia costiera, perché lì ci sono le potenzialità per lo sviluppo del territorio. Oggi - ha detto Bianco - siamo all'anno zero, perché da sempre la nostra costa aspetta lo strumento urbanistico che non arriva. Come possiamo allora parlare di sviluppo se di quella zona non si sa ancora cosa fare e in tutti questi anni non siano stati in grado di esprimere un metro quadrato edificabile? Come possiamo diventare competitivi sul turismo se non diamo la possibilità agli imprenditori di investire sulle marine? Quindi partiamo da queste esigenze primarie, diamo risposte in questo senso e rilanciamo il territorio".

Wojtek Pankiewicw: "Oggi discutiamo dell'idea di città, del ruolo che dovrà assumere come volano di sviluppo grazie a Confindustria: la classe politica dirigente ha avuto in questi anni una certa latitanza nell'affrontare gli argomenti legati allo sviluppo del territorio. Dobbiamo infatti parlare - ha detto il candidato sindaco del centro moderato - di ‘governace pubblica locale', che è qualcosa di assai più ampio, che mette al centro il Comune come leader in grado di sviluppare una visione strategica del territorio. Non siamo più nella società rurale, dove i cambiamenti avvenivano a distanza di decenni, perchè oggi la prerogativa principale è il cambiamento continuo. Ciò significa che l'amministratore comunale non deve gestire solo l'esistente ma deve sapere governare e anticipare i processi. Ecco perché ribadisco la necessità di uno sportello unico per le attività produttive, un servizio capace di abbattere i tempi sia per i cittadini, che per le imprese".

Paolo Perrone, candidato sindaco per la Cdl, ha esordito dicendo che "nel nostro programma parliamo di una consultazione pubblica, che potrebbe prendere forma nel comitato per lo sviluppo della città. Il Piano urbanistico generale - ha continuato - deve essere uno strumento di crescita, di sviluppo economico, uno strumento di competitività territoriale. Allora, se la società economica leccese, in tutte le forme con le quali questa si articola, contribuisce a segnare il cammino da percorre, questa è una cosa che mi trova assolutamente d'accordo. Credo quindi che il confronto con l'imprenditoria sia utilissimo per identificare su cosa puntare insieme. Ovviamente non possiamo prescindere dalla vocazione turistica della nostra città, quindi il Pug dovrà tenere conto del centro storico, la cui funzione, oltre ad essere polo di attrazione turistica, ha contribuito anche nell'invogliare i privati, i cittadini, ad investire nella città vecchia. Ma il centro storico pone adesso anche altri problemi, perché diventa zona residenziale, quindi pone problemi in termini di servizi. Va da sé - ha chiarito Perrone- che si pone anche il problema in termini di servizi. Altro aspetto importante è la questione che interessa lo sviluppo della fascia costiera, nella duplice interpretazione turistica e residenziale, dove il secondo aspetto oggi prevale sul primo. E' necessaria pertanto una rivisitazione infrastrutturale della fascia costiera e la riqualificazione ambientale. Solo così possiamo garantire investimenti adeguati sul turismo attraverso la collaborazione tra pubblico e privato".

Antonio Rotundo, candidato sindaco per il centro sinistra ha ritenuto di "straordinario interesse i temi per i quali Confindustria ci chiama a discutere. L'idea che abbiamo è ripartire da zero: l'impegno che assumeremo è dare il nuovo Pug entro il 2008. Ho ascoltato tutti gli urbanisti della città, compreso l'assessore regionale, e quello del nuovo Pug è un obiettivo che concretamente possiamo porci, perché i tempi non sono un problema secondario se vogliamo cogliere la sfida della competizione sullo sviluppo del territorio. La cabina di regia del nuovo Pug è uno sportello aperto a tutti, cittadini e imprenditori, un orecchio che ascolta le richieste della collettività su come la città intende svilupparsi. Se ci sono gli imprenditori che per esempio intendono investire sulla fascia costiera possiamo anche immaginare di rivolgersi al Governo nazionale affinché le zone militari possano essere riconvertite in aree per investimenti turistici. Dobbiamo pertanto - ha aggiunto Rotundo - nel giro tre mesi raccogliere con un avviso pubblico tutte, e ripeto tutte, le manifestazioni di interesse e aprire una discussione trasparente. Chiedo agli imprenditori di investire, intendo contrattare i tempi perché non è ammissibile avere per esempio aree straordinarie nel cuore della città bloccate allo sviluppo. Questo non è più tollerabile".

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