Riorganizzazione aziendale in Fse. I sindacati denunciano l'esclusione

Filt-Cgil Lecce, Fit-Cisl, Uiltrasporti-Uil, Faisal-Cisal lamentano anche la carenza di personale e la cronica vetustà del parco mezzi

I nuovi mezzi presentati a settembre.

LECCE – I sindacati lamentano il mancato coinvolgimento da parte di Ferrovie del Sud Est nei processi di riorganizzazione aziendale e, assicurano, senza un cambio di rotta non esiteranno a proclamare lo stato di agitazione.

Filt-Cgil Lecce, Fit-Cisl, Uiltrasporti-Uil, Faisal-Cisal segnalano un recente episodio: sabato 29 dicembre gli autisti avrebbero ricevuto una mail nella quale si comunicava la nuova sede per i pullman a partire da lunedì 31, spostata da Melendugno a Calimera: “Una disposizione arbitraria, non tempestiva, senza preavviso e causa di gravi disagi per i lavoratori coinvolti – è scritto in un comunicato -. Il tutto proprio alla vigilia degli incontri tra azienda e sindacati nei quali si dovrà parlare anche di accorpamento delle residenze: non si capisce quale ragione tecnica abbia indotto l’azienda ad anticipare i tempi e ad ignorare le corrette relazioni sindacali”.

Ci sono, però, altri punti sui quali si concentra l’attenzione dei sindacati: la carenza di personale, innanzitutto, tale che macchinisti e capitreno non avrebbero potuto godere di ferie durante il periodo natalizio. Un nodo che rischia di stringersi ancor più con l’entrata in servizio degli Atr 220 che l’azienda ha programmato per il Salento una volta che saranno terminati i lavori di elettrificazione nel Barese.

“Quando arriveranno i treni, l’officina leccese non potrà garantirne la manutenzione – scrivono i sindacati che propongono lo scalo di Surbo come “il luogo giusto per adibire una nuova officina. Se l’azienda non interverrà per tempo, l’arrivo degli Atr potrebbe causare la perdita di circa 50 posti di lavoro, perché a quel punto la manutenzione si dovrà effettuare altrove”.

Altra nota dolente, denunciano i sindacati, la perdurante vetustà del parco mezzi “nonostante qualche innesto tra gli autobus”, caratterizzati da mancanza di riscaldamento e difficoltà nel reperire i pezzi di ricambio.  Il problema del freddo riguarda anche le officine delle autolinee perché i condizionatori installati per la climatizzazione non sarebbero ancora funzionanti.

Infine, secondo i sindacati “permangono anomalie in busta paga. Ogni mese i lavoratori non trovano corrispondenza con quanto loro dovuto. In particolare non compaiono mai gli straordinari lavorati. In tal modo i dipendenti non sono nelle condizioni di verificare le ore di straordinario effettuate in un anno”.

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