Salentini parsimoniosi: aumentano i risparmi su libretti postali e conti bancari

Rispetto al 2011 si è registrato un incremento di 2 miliardi e 438 milioni. A Lecce sono fermi due miliardi 45 milioni. In cima alla classifica Martano, Ugento e Maglie

Foto di repertorio

LECCE – Aumentano i risparmi dei salentini, depositati su conti bancari e postali. La ricchezza complessiva delle famiglie non è ancora tornata ai tempi d'oro degli anni che hanno preceduto la crisi economica, ma sta progressivamente aumentando.

Rispetto al 2011 si è registrato un incremento di 2 miliardi e 438 milioni, pari al 25,2 per cento. Poco prima dell’avvento del governo Monti, infatti, i depositi si attestavano a 9 miliardi 693 milioni di euro.

Oggi la liquidità supera i 12 miliardi 132 milioni di euro grazie ai risparmi bloccati in conti correnti, libretti di risparmio o sotto forma di buoni fruttiferi o certificati di deposito.

Sono questi i dati di Bankitalia, relativi al 30 giugno, rielaborati dall'Osservatorio economico diretto da Davide Stasi.

In particolare, negli sportelli del capoluogo sono fermi due miliardi 45 milioni di euro. Più di tutti, è cresciuto Martano, dove i depositi sono aumentati del 30,5 per cento; segue Ugento, con il 21,8 per cento e al terzo posto della graduatoria figura Maglie, con il 9 per cento.

Buone anche le performance di Squinzano, con l’8,8 per cento; Nardò, con il 7,5 per cento; Taviano, con il 7,5 per cento; Veglie, con il 5,5 per cento; Casarano, con il 4,3 per cento; Copertino, con l’1,5 per cento; Tricase, con l’1,4 per cento; Leverano, con l’1 per cento; Campi, con lo 0,7 per cento; Galatone, con lo 0,6 per cento; Gallipoli, con lo 0,1 per cento.

Pressoché stabili sono i depositi bancari a Galatina (293 milioni) e a Monteroni (69,5 milioni), mentre sono calati a Taurisano.

Complessivamente nelle filiali e negli sportelli degli istituti bancari della provincia Lecce sono custoditi 6 miliardi 438 milioni con un consistente aumento, pari al 77,4 per cento.

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“Nella composizione del portafoglio delle attività finanziarie dei salentini – commenta Davide Stasi, direttore dell’Osservatorio economico – aumenta la quota dei depositi bancari, con una crescita sempre più sostenuta. Crescono anche le riserve assicurative, mentre diminuiscono nel portafoglio le azioni e i titoli obbligazionari, che rappresentano una quota sempre più ridotta. Non si ferma, dunque, la corsa alla liquidità dei salentini”.

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