"Il settore edile va rilanciato per il bene dell'economia": l'appello di Feneal Uil alle istituzioni

Un comparto messo in ginocchio dalla crisi; infrastrutture ostaggio delle polemiche e della burocrazia: il sindacato chiede investimenti e soluzioni per generare nuova occupazione

Foto di repertorio

LECCE - Il nuovo anno deve segnare un cambio di passo anche nel settore delle costruzioni che ha accusato il colpo. L’appello arriva dalla Fenaeal Uil di Lecce che esorta le istituzioni a prendere in mano la situazione. Ovvero a rilanciare il settore, colpito dalla crisi, per il bene dell’economia del territorio e dell’occupazione.

“Il 2018 è stato un altro anno perso, una sorta di contenitore semivuoto che non ha portato molto sul piano dello sviluppo nel comparto edile”, commenta la segretaria Paola Esposito.

Il sindacato traccia un bilancio negativo degli ultimi 12 mesi: nonostante le aspettative alte, infatti, le opere e le infrastrutture su cui si puntava sono rimaste al palo. “Ostaggio delle polemiche e dei cavilli burocratici che le caratterizzano, ormai, da anni”.

Il riferimento è, neanche a dirlo, al completamento della strada regionale 8 e dell’arteria 275, “rimaste una sorta di miraggio, così come la possibilità per molte imprese e molti lavoratori di tornare finalmente alla normalità”.

Secondo il segretario Feneal Uil non è più tempo di tergiversare: “E’ ora che ciascuna istituzione reciti il proprio ruolo in senso propositivo, non è più il caso di nascondersi. In questo senso rivogliamo un vero e proprio appello, affinché tutti si impegnino per il rilancio dell’edilizia e dell’economia nella provincia di Lecce”.

Il rilancio del comparto va di pari passo, però, con il nodo cruciale della sicurezza sui cantieri.

“Il Consiglio di intervento e vigilanza di Inail a Lecce – spiega la segretaria Esposito – ha lavorato bene, mettendo a disposizione delle aziende che investono in questo settore degli incentivi per mezzo un bando che scaduto a fine dicembre. Garantendo una percentuale sulle spese per la sicurezza, si è inteso dare contemporaneamente una mano ed un segnale forte a chi finge di ignorare la questione. Nel nuovo anno si dovranno coinvolgere ancor più imprese perché i fondi persi finiscono altrove. E sarebbe una beffa, oltre che un danno”.

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