Sfruttamento degli stagionali e concorrenza sleale: il volto nero del turismo

Lo stato di salute di un comparto non si misura solo con i dati su arrivi e presenze: la condizione occupazionale impone una vigilanza effettiva e sanzioni efficaci

LECCE – Non solo le tonalità cangianti del mare, dal blu scuro al verde smeraldo, la luminosità avvolgente della luce che esalta la pietra leccese. Il mosaico del turismo salentino è fatto anche di tasselli che dalle varie gradazioni di grigio arrivano al nero pece. Quello del lavoro malpagato, abusato quando non completamente sfruttato.

Un aspetto di cui non si parla abbastanza, o lo si fa solo ritualmente: tra le motivazioni più ricorrenti quella per cui si arrecherebbe un danno di immagine al territorio o, addirittura, si limiterebbero le opportunità di impiego.

Secondo dati già diffusi (fonte Regione Puglia), tra il 2016 e l’anno precedente c’è stato un saldo positivo di 430mila visitatori in provincia di Lecce, con un conseguente ma meno evidente incremento del numero di imprese registrate riconducibili al comparto (poco meno del 3 per cento). Insomma il turismo, genera un certo dinamismo nel ciclo economico, ma non sempre i vantaggi sono a beneficio di tutte le componenti.

Nel percorso di approfondimento che LeccePrima sta portando avanti, la quarta tappa ci porta davanti a Mirko Moscaggiuri, 43 anni, segretario generale della Filcams Cgil (nella foto, sotto). Il sindacato proprio di recente si è fatto carico della pesante denuncia di un lavoratore, impiegato nel settore balneare.

Quanti sono i lavoratori nel settore turistico nel nostro territorio?

Il turismo è la cornice di più settori, una sorta di grande indotto il cui bacino è molto grande tanto che dire quanti siano precisamente è praticamente impossibile: di certo il ricorso al lavoro stagionale è molto diffuso.

Il comparto viene da un trend di crescita. Ma a questo si è accompagnato un miglioramento della condizione occupazionale?

Il tasso di crescita in provincia è del 10 per cento annuo, questo vuol dire che il turismo è fattore di sviluppo: per noi vuol dire creare posti di lavoro, e stabili. Ma su questo c’è molto da discutere.

La varietà di forme di impiego consentita ha spianato la strada a una condizione di perenne ricattabilità del lavoratore. I voucher sono l’ultimo e più evidente segno.

Noi abbiamo fatto una battaglia contro i voucher di cui sono orgoglioso: con uno solo si copriva un’intera giornata lavorativa. Sono stati elementi distorsivi. Lo strumento che attualmente viene usato di più è il contratto a tempo determinato a chiamata, con un aumento di oltre il 40 per cento. E’ un contratto debole, ma rispetto ai voucher almeno è una prima forma di inquadramento. Come Cgil siamo per lo stagionale classico e per quello a tempo indeterminato tutte le volte che ci sono le condizioni. Non ricorrere al contratto è un reato, è una distorsione del mercato del lavoro, è concorrenza sleale da parte di aziende che con l’attività di due, tre mesi sopravvivono tutto l’anno a scapito di quelle regolari e dei lavoratori.

Il lavoro nero nel settore del turismo è marginale, come da alcune parte si afferma?

No, il lavoro nero è molto radicato: senza ferie, senza permessi, senza giorno di riposo, senza tredicesima e quattordicesima, senza poter percepire la naspi (una forma di indennità mensile di disoccupazione, ndr) che comunque rappresenta un ristoro per gli stagionali. Per non parlare della questione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Quello che si fa finta di non capire è che uno stagionale non è un lavoratore dequalificato, che comunque merita la sue tutele, ma ha la sua professionalità a tutti gli effetti.

La netta sensazione è che ci siano pochi controlli, e che siano comunque insufficienti, e che ci sia d’altra parte una ritrosia da parte dei lavoratori a denunciare?

Noi chiediamo ai lavoratori di rivolgersi alle organizzazioni sindacali per denunciare i soprusi, di non avere paura perché siamo in grado di seguirli passo dopo passo. La paura c’è, inutile negarlo, ma le vertenze crescono di pari passo con la crescita del settore: a settembre riceviamo molte chiamate in cui gli stagionali ci raccontano il loro vissuto, fatto soprattutto di mancati pagamenti, di mancato rispetto dell’orario stabilito.

Il sindacato ha sottovalutato la necessità di tutelare adeguatamente il lavoro stagionale, come, più in generale il lavoro precario?

Mettiamo caso che sia così, anche se io penso di no: il punto di rottura è quello delle sanzioni, delle conseguenze per chi viene colto con lavoratori impiegati a nero. Se per esempio uno stabilimento balneare viene colto in fallo, si potrebbe pensare ad una sospensione o ad un ritiro della concessione demaniale, nei casi di reiterazione. Vedrai se con un sistema di sanzioni efficace ed effettivo non ci sarebbe un adeguamento verso standard più alti di quelli che ci sono oggi.

IMG-20170913-WA0057-2La diffusione del lavoro irregolare da cosa dipende?

Indubbiamente soprattutto da un fattore culturale: siamo predisposti alla legalità e alle regole? O siamo più propensi alle scorciatoie? Un imprenditore che ha cura di rispettare le norme, ma che sa che il suo vicino ignorandole guadagna il doppio e che i controlli sono piuttosto blandi, come si sente? E il lavoratore sfruttato come si sente? Tutto questo non è consentito dalla nostra Costituzione.

Se noi predichiamo di voler innalzare gli standard per offrire un turismo di qualità anche nel Salento, questo dovrebbe significare anche una regolarizzazione generalizzata della condizione occupazionale nel settore.  

E’ evidente l’aumento il ricorso a lavoratori stranieri, soprattutto nella ristorazione. Si tratta di uno strumento per abbassare ancora di più il livello delle tutele?

Sì, è vero. Abbiamo a che fare anche con situazioni di questo tipo e il nostro comportamento, come sindacato è lo stesso: non c’è condizione di minor favore rispetto a un lavoratore italiano. Pure quelli stranieri pagano le tasse e lasciano il loro contributo in busta paga.

A proposito di buste paga, accadono cose inenarrabili, e non da oggi.

Molti restituiscono in contanti ai propri datori di lavoro una parte dello stipendio, come condizione ordinaria. Guadagni nominalmente 1300 in busta paga, e 3-400 euro tornano indietro: questo è un sopruso terribile al quale ci si piega, pur di lavorare.

Quali sono le altre violazioni più frequenti?

Il lavoro nero senza dubbio, ma anche il mancato turno di riposo: si lavora anche per dieci, undici ore consecutive, per più settimane. La legge dice un giorno di risposo ogni sette con undici ore di stop tra un turno e l’altro.

Riscontrate differenze di etnia o di genere nelle segnalazioni, gli abusi cioè sono maggiori nei confronti di extracomunitari e donne?

La differenza sostanzialmente è nel datore di lavoro, nella cultura dell’impresa: il lavoratore in fondo è un investimento. Se invece la logica è quella del mordi e fuggi, indipendentemente dall’etnia e dal sesso, il datore cerca di trarre il massimo profitto a scapito delle regole.

Già pubblicate

13 settembre/Tra tendenze e realtà: storie appassionanti e discariche abusive  (con Marialba Pandolfini)

7 settembre/Pochi voli e anche cari, troppa furbizia: e il mito del Salento inizia a vacillare (con Rossella De Giorgi)

31 agosto/Viaggio nel turismo: "Carenzia di servizi e di programmazione, freno alla qualità" (con Carlo Spagnolo)

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (14)

  • Come non dare ragione a Dario......a Pietro!!! Questi interventi di sindacati e company sono l'ennesima presa in giro per tutti noi sfruttati ed umiliati!!! Vergogna chiacchieroni interessati solo al portafoglio personale!!!!!!

  • A Settembre... pensarci a Maggio/Giugno no? Cosa costa mandare una pattuglia a verificare le maestranze appena inizia la stagione? Come? Si pestano troppi piedi? aahh...

  • Hanno scoperto l'acqua calda: è risaputo che questa forma di turismo fa accumulare ricchezza solo a pochi, mentre procura danni e disagi a molti. Ma qualcuno è andato mai a verificare quanto guadagna in un solo giorno uno di quei stabilimenti balneari che vanno per la maggiore? Basterebbe confrontare con quello che alcuni dichiarano e si avrebbe l'esatto ammontare dell'evasione e del "Nero" che ne consegue. Considerando quanto costa un ombrellone e una sdraio o un semplice drink, le cifre sono da capogiro. Poi ci sono gli affitti privati, la stragrande maggioranza dei quali sono anche questi in nero, almeno questo emerge dagli sporadici controlli che vengono effettuati ogni anno. È chiaro che chi evade il fisco non si pone nemmeno problemi a sfruttare i lavoratori, sottopagandoli e facendogli fare turni massacranti.

  • Che bello!!! A fine stagione ci accorgiamo che i lavoratori sui lidi sono sfruttati, sottopagati, non inquadrati, in nero, ecc. ecc. Dovevate muovervi i primi giorni di Giugno, non a Settembre. Questa è storia di tutti gli anni. State scoprendo l'acqua calda.

  • Siamo alle solite cose ovvie e scontate tutti sanno come gitra la storia ma nessuno interviene. Se qualche "imprenditore" forse non è il nome corretto, fosse soggetto a controlli SERI con anche chiusura del locale per qualche giorno. Vorrei vedere se continuano a lucrare sullo sfruttamento dei lavoratori.

  • Credo che sia per Renzi, che per Poletti, questi lavoratori stagionali (precari e sottopagati), fanno parte di quei 900.000 nuovi occupati. Non c'è limite alla vergogna.

  • Tutta colpa di questi sfruttatori balneari, io non li definisco imprenditori perché chi fa impresa seriamente tutela i propri dipendenti. Si permettono di chiedere ad un cliente 30/40 eur per un ombrellone e 2 lettini in ottava fila e poi non sono degni di pagare adeguatamente i propri dipendenti!! per me siete la rovina del turismo salentino. Ieri a Torre dell'orso un lido vuoto, non c'era nessuno, ombrelloni tutti chiusi, io ero ovviamente nella parte di spiaggia libera, sento dei turisti romani scandalizzati perché alla cassa del lido gli avevano chiesto 25eur per un ombrellone in settima fila!! roba da matti!! ovviamente la famiglia ha scelto la spiaggia libera!! ma io mi chiedo preferite avere i lidi vuoti invece di adottare dei prezzi più idonei e più giusti??? siete scandalosi!! solo in Italia succede questo schifo!!

  • Peggio per i giovani che accettano queste condizioni pur di portare a casa la pagnotta. Se sono loro i primi a nn denunciare vuol dire che si è complici di questo sistema . E questo perché i signorotti sindacalisti chiudono tutti due gli occhi...tanto per 3/4 mesi in cui i giovani si mettono a 90 gradi pur di avere qualche euro in tasca, non vale la pena fare denunce e vertenze

    • io sono d'accordo con te, io lavoro e sono lontano dai miei cari, qui denunciano anche per delle @#?*%$e i lavoratori che si aspettano dei diritti, invece da noi succede questo : ma si c'è face, ne buscamu sti 4 soldi... andiamo sempre peggio se si continuano con queste affermazioni, bisogna denunciare!

    • Vengo a casa tua a mangiare la pagnotta? Che argomentazioni del cutz... Si vede che non conosci la disperazione e la fame.

    • vorrei vedere lei con una famiglia a carico se non è disposto a mettersi a 90 gradi pur di portare la pagnotta a casa...sono un cuoco è da 15 anni faccio stagioni...se non vuoi andare fuori per lavorare e stare vicino alla tua famiglia devi per causa di forza maggiore scendere a compromessi

    • Mi auguro di cuore di vederla presto a 90 gradi per necessità. Saluti

  • Lavoro nero, sfruttamento dei lavoratori stagionali, sottopagati e ricattati, sono cose vecchie che il sindacato tutto conosce, le forze preposte ai controlli conoscono, ma nessuno ha la volontà di contrastare. Dai camerieri di sala a chi lavora in cucina. dai ristoranti agli hotel ai lavoratori delle spiagge, bagnini ecc..., ci dicano i sindacati in questa estate quanti controlli sono stati fatti nei centri turistici più in voga nel salento, quanto operatori hanno trovato a lavorare per non meno di dieci ore giornaliere con contratti part-time. Non credo ci voglia molto a controllare un albergo X per vedere a che ora entra il personale e a che ora finisce il turno di lavoro per eventualmente fare delle contestazioni al datore di lavoro. Chiederei anche ai sindacati il totale del numero degli iscritti nel settore turistico alberghiero, a fronte del numero di strutture, e forse dovrebbero, anche i sindacati interrogarsi se le loro azioni, o il solo parlare possa portare frutti.

  • Passata l'estate lucrosa le spiaggie fanno pietà tra spazzatura ed altro.A mio parere dove hanno fatto il giorno cu se fanno pure la sira quindi una pulita almeno una volta al mese con distanza da pulire imposta tra lido e lido

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Intonano cori da stadio a Pescara, leccesi aggrediti. Uno accoltellato

  • Cronaca

    Attacco allo stand della Lega nella piazza, ragazza contusa

  • Politica

    Scintille in centro: solidarietà dalla sinistra, parole dure dalla destra

  • Politica

    Pizzarotti, il dissidente del M5S che ha conquistato Parma punta sull'Europa

I più letti della settimana

  • Oltre 1 chilo di cocaina, arrestato il fratello del boss del clan "Vernel"

  • Attacco allo stand della Lega nella piazza, ragazza contusa

  • Assalto al furgone portavalori partito da Lecce: esplosi colpi di Kalashnikov

  • Far West vicino alla banca: spari in aria, rapinati 35mila euro

  • Perde il controllo, schianto sul muro: muore un uomo di 58 anni

  • Malore improvviso, cameriere cade e batte la testa: in codice rosso

Torna su
LeccePrima è in caricamento