Stallo nella vertenza Mercatone Uno: i dipendenti vogliono la proroga della cassa

La task force regionale è al lavoro anche sui corsi di riqualificazione professionale. I sindacati attendono risposte dal Mise sulle intenzioni di acquisto

Foto di repertorio: la protesta dei dipendenti di Mercatone Uno

Lecce – Niente di nuovo sotto il cielo di Mercatone Uno. La vertenza è sbarcata sul tavolo della task force regionale, in fase interlocutoria, e si naviga a vista in attesa della prossima riunione a Roma, presso il ministero dello Sviluppo economico.

I sindacalisti Daniela Campobasso (Filcams-Cgil), Valentina Donno (Fisascat-Cisl), Antonio Palermo (Uiltucs-Uil) si muovono sul doppio fronte del rinnovo degli ammortizzatori sociali e delle proposte di acquisto del noto marchio di cui è proprietaria la Shernon Holding.

I grattacapi per i lavoratori, 123 salentini divisi tra i punti vendita di Surano, Matino e San Cesario, sono cominciati allorché la proprietà ha avviato la procedura di concordato preventivo. Una vera e propria doccia fredda si è abbattuta sul scala nazionale, giacché la crisi di Mercatone Uno investe intere regioni per un totale di mille e 800 dipendenti.

Si teme il licenziamento, come è ovvio. Ma intanto la situazione è tenuta sotto controllo grazie al ricorso alla cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali, tuttavia, scadranno a fine anno e le parti sociali si sono rimboccate le maniche per ottenere una proroga, indipendentemente dalle intenzioni di acquisto di possibili gruppi industriali.

Come spiegano i segretari, infatti, “anche nel caso in cui il 30 ottobre dovesse pervenire al Mise una manifestazione di interesse, occorrerebbe qualche mese prima della definizione del piano industriale e della riapertura dei punti vendita”.

Come coprire economicamente questo lungo periodo di stallo, dunque? Ricorrendo alla cassa, da un lato, e dall'altro offrendo una chance di reimpiego alle persone.

La proposta è quella di accedere ai corsi di formazione regionale previsti dal bando “Mi formo e lavoro”: questi ultimi dovrebbero essere retribuiti 6  euro l’ora per ciascun partecipante.

L'assessore regionale al ramo, Sebastiano Leo, ha previsto anche l’allargamento della platea degli enti di formazione che possono partecipare al bando per assicurare ai lavoratori maggiori opportunità di essere ricollocati. 

Dopo la riunione odierna presso il Comitato per il monitoraggio del sistema economico produttivo a Bari, il passo successivo sarà quello a Roma.

Intanto il presidente del Comitato Sepac, Leo Caroli, ha anche ribadito la disponibilità di un tesoretto di risorse economiche pronto per finanziare un’eventuale cassa integrazione in deroga. Sarebbe un’extrema ratio, nel caso in cui la cassa integrazione ministeriale non dovesse essere prorogata dopo il 31 dicembre.

“Le risorse, dunque ci sono, la volontà politica anche: mancherebbe una norma nazionale che consenta alla Regione Puglia di intervenire” spiegano i sindacalisti che non sono intenzionati meramente a ottenere una proroga.

La proposta di  Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil è infatti quella di allargare l'azione di ricerca anche alle realtà territoriali.

“Allocare il pacchetto Mercatone Uno tutto intero si sta rivelando complicato – commentano loro -. Affidare lo scouting anche alle Regioni potrebbe facilitare l’operazione, perché allargherebbe di colpo la platea di potenziali acquirenti”.

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