Turismo a misura di consumatore. Adoc premia Gallipoli e boccia il modello “Twiga

Per l'associazione rispettoso del territorio il progetto di riqualificazione del litorale. Criticata la "svendita" ad Otranto

GALLIPOLI -  Le sfide del turismo per rendere sempre più appetibile e concorrenziale l’attrattività del Salento, ma senza mai perdere di vista la bussola del buon senso e della salvaguardia del contesto naturale. Per non immolare, di contro, il territorio all’altare dell’affaire incontrollato legato al mercato delle vacanze. Due modelli di approccio opposto sono quelli che in queste ultime settimane di contrappongono lungo le dorsali dello Ionio e dell’Adriatico: la riqualificazione complessiva (avviata per ora in fase preliminare e in attesa della pausa estiva) della litoranea sud della Baia Verde di Gallipoli sul versante ionico e l’approdo della struttura d’elite del Lido “Twiga”, griffato da Flavio Briatore, sul litorale di Otranto.

Da un lato il progetto di pedonalizzazione e ciclabilità del litorale sud di Gallipoli, dal Lido san Giovanni al canale dei Samari, e dall’altro i lavori per la costruzione del cosiddetto Lido “Twiga”, che, sotto le spoglie di un intervento di miglioramento della fruibilità ed accessibilità della scogliera, produrrà la costruzione di un vero e proprio insediamento turistico in una insenatura sino a qualche tempo fa ancora pressoché incontaminata del Salento. Sono due modelli diversi che portano in direzione opposta come sottolineano anche dalla sede provinciale dell’Adoc di Lecce, l’associazione di difesa e orientamento dei consumatori. 

Dalla maturata consapevolezza anche dei fruitori e consumatori finali del modello turistico made in Salento, che continuano a richiedere più qualità e servizi, ma nel contempo sempre più cura per il territorio e la sua vocazione naturale originaria, ecco che si pongono i rituali interrogativi sulla strada migliore da percorrere. Ovvero, quale modello scegliere? Come orientare le scelte per il Salento del futuro? Dallo sportello dell’Adoc emerge uno spaccato significativo: i consumatori locali ed internazionali chiedono attenzione, valutano le scelte dei territori, amano raggiungere territori preservati e dove risulta evidente che esiste un pensiero forte di tutela ed una filosofia di gestione attenta all'ambiente. Non amano cioè sentirsi corresponsabili, con la loro stessa presenza, di scelte irrispettose da territorio. Occorre quindi pensare e ponderare le scelte per migliorare l’appeal turistico salentino.  Da qui l’invito rivolto anche dall’Adoc di Lecce alle amministrazioni per una maggiore attenzione: “bisogna avere più coraggio nel compiere scelte risarcitorie verso i territori, a non pensare solo agli imprenditori, ma anche ai cittadini e ai fruitori dei servizi e al territorio, unico soggetto che non strepita e non ha voce”.

litoranea sud gallipoli-2-2-2L’associazione dei consumatori focalizza l’attenzione proprio su quanto sta avvenendo in questi giorni sui due litorali di Gallipoli e Otranto erigendoli a significativi esempi di modi opposti di intendere il turismo e lo sviluppo del territorio. Da un lato, quello gallipolino, abbiamo “un opportuno risarcimento dell’ecosistema costiero mediante un indifferibile ripensamento della mobilità nella zona. Se negli anni 50-60, con una scarsissima sensibilità ambientale, le meravigliose dune di Gallipoli sono state spianate e distrutte dalla costruzione della strada litoranea, oggi quel tratto viene finalmente restituito alla naturalità e alla fruizione dei cittadini” evidenziano da Adoc Lecce, “esattamente come è avvenuto a Manduria, nella zona di Salina dei Monaci, dove lo svellimento dell’asfalto e la rinaturalizzazione della zona ha ricreato le condizioni per il ripristino di uno straordinario ecosistema, una zona umida con una meravigliosa avifauna.

La pedonalizzazione del litorale sud di Gallipoli sino al canale dei Samari è un intervento urgente ed opportuno, che ridarà qualità ambientale ad un intero territorio, che peraltro non aveva brillato negli ultimi anni per tutela ambientale a causa del troppo intenso sfruttamento a fini turistici della zona e alla forte pressione antropica della zona in periodo estivo. L'intervento voluto dal sommissario prefettizio e proseguito dall'attuale sindaco di Gallipoli va nella direzione della riqualificazione del territorio secondo standard europei, conferisce qualità e vivibilità alla zona e, di conseguenza, diventerà un fiore all'occhiello per tutto il contesto turistico”. Pollice all’insù dunque da Adoc per la scelta delle amministrazioni ioniche che dopo un lungo iter hanno ormai l’avvio alla rivoluzione del litorale dei lidi e della Baia Verde. Valutazione contraria invece per quanto riguarda il nuovo insediamento privato di Otranto. “L'altro intervento, quello a Otranto, va nella direzione della svendita del territorio e della funzionalizzazione della bellezza naturale pubblica a fini di profitto privato” ammonisce l’associazione dei consumatori “non a caso, appena iniziati i lavori, sono cominciate le contestazioni di abusi e di difformità rispetto ai progetti depositati. In attesa che le autorità facciano chiarezza, non si può però non esprimere un senso di frustrazione rispetto a scelte delle amministrazioni miopi ed irreversibili”.

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Commenti (8)

  • Ma agli anziani e ai locali ci pensa nessuno? o dobbiamo andare ai parcheggi a 5 euro e prendere obbligatoriamente ombrelloni e lettino ai lidi? avete privatizzato tutto a Gallipoli.Al porto non si va se non si paga, a mare niente se non si paga restano solo gli scogli almeno per ora

    • Quali scogli? Dove?

      • Allora neanche quelli?

  • Già a vedere i rendering dei progetti, fa capire che la meritocrazia è andata a quel paese. Mamma mia che brutte immagini, ho visto quelle dell' EXPO ma davvero queste c'è da mettersi le mani nei capelli. Photoshop dato in mano a chi non sa come aprirlo.

  • Basta cementificare. Incentivate il verde pubblico. Tutelate l'ambiente.

  • Cara Adoc, prima di festeggiare io aspetterei che i lavori tanto celebrati si concludano rispettando il progetto originario... perché si sa, a Gallipoli tutto può succedere!

  • Tutto l'articolo è una BARZELLETTA, mi spiego meglio, la cosidettà riqualificazione del tratto di Gallipoli è finanziata con i soldi dei Contribuenti, quello d'Otranto invece è un investimento di un singolo soggetto che in base alle regole vigenti cerca di creare una struttura turistica che rende migliore la zona dove sorgerà. Quindi non si possono paragonare. Io invece vorrei segnalare che oltre a rendere il tratto pedonale, che và dal lido San Giovanni al canale dei Samari, bisogna allargare la stradina retrostante alla Baia Verde per renderla più fruibile e sicura, inoltre vorrei che si risolvesse il problema della sabbia, che ogni anno rende sempre più precario posizionare ombrelloni e sdraio a debita distanza l'una all'altra. Questi si che sono opere utili a migliorare i flusso turistico, oltre alla creazione di Silos di parcheggi, Bagni pubblici, controllo sul territorio per la differenziata, potenziamento della segnaletica verticale e strade asfaltate come si deve.

    • Mo vuoi allargare quella stradina di campagna? C'è già una superstrada che dai Foggi porta a Gallipoli. Stessa cosa per la Baia Verde. Ma perché sta mania di cementificare tutto?

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