Vino e gastronomia, cresce la richiesta nel Salento. Coppola: “L’enoturismo è la strada giusta”

L’esperienza personale e gli studi di settore analizzati dal presidente della sezione Turismo di Confindustria confermano il trend: il 70% dei turisti italiani chiede di visitare cantine e di fare esperienze enogastronomiche durante le proprie vacanze

Giuseppe Coppola in cantina

GALLIPOLI – I numeri e i dati lusinghieri degli ultimi anni tracciano la via maestra per lo sviluppo territoriale, l’occupazione e la destagionalizzazione turistica anche, e soprattutto, nel Salento. La grande opportunità da “sorseggiare” al volo è quella dell’enoturismo, scommessa sulla quale la Puglia sta già insistendo con grande piglio negli ultimi anni. I recenti studi di settore, analizzati con attenzione anche dalla sezione Turismo di Confindustria, presieduta dall’imprenditore gallipolino Giuseppe Coppola, evidenziano dall’altro canto come il 70 per cento dei turisti italiani chiede di visitare cantine e di fare esperienze enogastronomiche nel corso della propria vacanza. La domanda negli ultimi anni è attestata in continua crescita e proviene da viaggiatori di tutte le età, con un profilo specifico, animati dalla volontà di incontrare tutti quegli elementi che insieme rappresentano la storia di un luogo, di un calice di vino o di un piatto.   

L’enoviaggiatore che raggiunge anche il Salento vuole immergersi e sperimentare, ovvero scoprire il territorio che sceglie come destinazione attraverso un’offerta variegata che unisca esperienze enogastronomiche e non, coinvolgendo dunque tutta la filiera turistica e culturale. Un potenziale enorme sia in termini occupazionali  che di attuazione di quel processo di destagionalizzazione che troppo spesso resta solo un concetto astratto. E’ proprio il legame con la produzione vinicola a creare flussi destagionalizzati di appassionati che vogliono vivere l’esperienza della vendemmia o delle diverse fasi di produzione e coltivazione, dalle potature all’imbottigliamento. E secondo un altro dato interessante il 28% dei turisti italiani ha intrapreso almeno un viaggio con pernottamento al fine di visitare una cantina o di partecipare a un evento enogastronomico. Da tali riflessioni, dall’osservatorio privilegiato della sezione turistica degli industriali e della sua attività imprenditoriale incentrata sulla ricettività turistica e sulla produzione vitivinicola ampliata all’offerta ristorativa di qualità, Coppola, considera ormai l’enoturismo “una delle più interessanti opportunità di sviluppo territoriale ed economico della Puglia”. Per questo la mission del turismo di qualità verte su cantine aperte tutto l’anno, ovvero luoghi di produzione che diventano anche luoghi di racconto e di incontro. Prima tappa di un percorso che porta i turisti del vino a scoprire il territorio e soggiornare nelle città del Salento.   

“Senza andare troppo lontano, per comprendere queste potenzialità” spiega il presidente Coppola, “è sufficiente analizzare i dati della ristorazione locale e alcuni numeri significativi del progetto gourmet della nostra azienda, che con i due ristoranti, il 1489 Food Pop e il ristorante in cantina ‘Vigneto del Gusto’,  completa l’offerta aziendale costituita dalla cantina e da due villaggi turistici. Solo per il 14/89 Food Pop, che ha compiuto oggi un anno di attività, abbiamo registrato 35mila coperti con una media di 95 coperti al giorno, 5.500 giornate lavorative per i collaboratori, una media di 15 dipendenti con punte di 37 nei mesi estivi e 18 dipendenti ad oggi.  Cifre che inducono ad una riflessione” spiega ancora Coppola, “l'enoturismo spinge gli amanti del vino e della buona cucina a scegliere territori in cui questa offerta è ampia, generando microeconomie e lavoro spesso appunto a misura dei più giovani per la tipologia dei requisiti richiesti, dalla dinamicità alla conoscenza delle lingue e della tecnologia. Determinante la collaborazione con la cantina che accoglie 365 giorni l’anno centinaia di turisti italiani e stranieri. Gli ospiti sono coinvolti in percorsi di visita presso i vigneti, i luoghi della produzione, il museo aziendale” conclude, “e si concludono con la degustazione dei vini prodotti accompagnata dalle specialità preparate dagli chef o con menù degustazione con abbinamento cibo-vino”.

Passaggio fondamentale in tale direzione risulta anche la recente approvazione del decreto relativo alle “Linee guida in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica” che ha fornito una puntuale definizione di enoturismo, dando il via ad alcune semplificazioni fiscali per le aziende agricole e definendo anche gli standard minimi di qualità dei servizi offerti. L’auspicio degli “imprenditori del gusto” è ora quello che la presenza di una normativa generale possa indurre le imprese e le associazioni di categoria a sviluppare strategie comuni per questo comparto per rispondere agli standard nazionali, ma soprattutto per promuovere i territori in relazione alla loro specificità legandola  alle caratteristiche delle produzioni vitivinicole locali.

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