Zona industriale senz'acqua. "Emergenza gravissima"

L'Aqp ha tagliato il rifornimento. Durissimo intervento di Confindustria Lecce: "Le imprese pagano le inefficienze del consorzio Sisri". Alfredo Prete (Camera di commercio): "Intervenga la Regione"

Il tavolo di conciliazione. Al centro, Alfredo Prete
E' piena emergenza alla zona industriale. Da questa mattina l'Acquedotto pugliese ha infatti interrotto la fornitura dell'acqua alle aziende. Secondo i vertici di Confindustria "tale gravissima decisione provoca immediati e pesanti danni alle imprese in termini tecnico-produttivi, con l'interruzione della produzione, e in termini sociali, con l'obbligato ricorso alla cassa integrazione, ed espone le stesse imprese al rischio di gravi responsabilità di natura penale derivanti dalla impossibilità di garantire l'igiene e la salubrità degli ambienti di lavoro. Di fatto - prosegue la nota di Confindustria - l'Acquedotto pugliese si è assunto la gravissima responsabilità di interrompere un fondamentale servizio pubblico: l'acqua rimane un bene pubblico o è diventato in queste ore un bene privato?"

"Le imprese della zona industriale di Lecce, oltre che scontare le decisioni dell'Acquedotto pugliese, continuano a pagare le inefficienze del consorzio Sisri", proseguono gli esponenti della confederazione degli industriali. "Invece di assistere al ‘balletto delle poltrone' per l'individuazione del nuovo presidente del Consorzio, del direttore e dei soci - proseguono con toni polemici -, non ci si poteva concentrare sullo stato canceroso al quale siamo arrivati, come da tempo sollecitato da Confindustria Lecce?" Gli industriali, che restano in attesa della ricostituzione delle condizioni minime di operatività, si sono intanto attivati su tutti i fronti per chiedere il ripristino del servizio, interessando il presidente della Regione Nichi Vendola, dalla cui parte provengono rassicurazioni in merito ad una pronta risoluzione. Confindustria Lecce, dunque, "ritiene non più rinviabile la questione del rapporto tra le aziende, il consorzio Sisri e l'Acquedotto pugliese, per far sì che le imprese possano stipulare direttamente con l'Acquedotto i contratti di fornitura" e "si riserva di tutelare le aziende associate della zona industriale in tutte le sedi civili e penali per i danni subiti e subendi".

E intanto anche dalla Camera di commercio si leva, preoccupata, la voce del presidente Alfredo Prete. "Come rappresentante della Camera di commercio in seno al consiglio di amministrazione del Sisri - dice Prete -, sono seriamente preoccupato ed allarmato dalla situazione in cui versa il Consorzio. Purtroppo la situazione debitoria accumulatasi negli anni è divenuta ormai drammatica e per essa, al momento, non si intravede alcuna soluzione. L'interruzione del servizio idrico ha causato alle aziende che svolgono la loro attività nei distretti industriali interessati, seri danni ai processi produttivi e una grande preoccupazione circa la possibilità di svolgere regolarmente l'attività industriale; tutto ciò potrebbe anche avere ripercussioni sotto il profilo occupazionale".

"La scelta operata dall'Acquedotto pugliese è incomprensibile - prosegue Prete - visti gli impegni assunti dal presidente del Consorzio, Benincasa, e gli appelli del prefetto Casilli. Al momento, ritengo che l'unica via di uscita possa essere legata ad un pronto intervento da parte della Regione Puglia, in qualità di socio di riferimento dell'Aqp: ciò potrebbe garantire al consiglio di amministrazione del Consorzio appena insediatosi, il tempo necessario per cercare di individuare una soluzione a questa drammatica situazione".

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