Evento conclusivo del progetto Cuis “Il frantoio dimenticato”

Saranno presentati il prossimo 5 marzo 2016 i risultati delle ricerche storico-archeologiche

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Il prossimo 5 marzo 2016 - ore 9:00 - verranno presentati presso la SALA ANTONIO VERRI in Corso Europa (ingresso Biblioteca) a Caprarica i risultati delle ricerche storico-archeologiche che hanno interessato il frantoio ipogeo sottostante il Palazzo Baronale di Caprarica di Lecce.

Progetto:

IL FRANTOIO DIMENTICATO. Indagine storico-archeologica e valorizzazione del frantoio ipogeo (proprietà Greco) sottostante il Palazzo Baronale del Comune di Caprarica di Lecce (LE) (BANDO CUIS 2013)

Ente proponente: Comune di Caprarica; Ente finanziatore: CUIS (Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino); Proprietari co-finanziatori: dott.ssa Celestina e dott. Domenico GRECO; Coordinamento scientifico: Prof.ssa Carla Maria Amici, professore associato di Rilievo ed Analisi tecnica dei Monumenti Antichi Dipartimento di Beni Culturali UNIVERSITA' del SALENTO, e Dott. Teodoro Scarano, Dottore di ricerca Dipartimento di Beni Culturali UNIVERSITA' del SALENTO; partners: Consorzio CETMA, Associazione TERRACUNTA.

Con il progetto IL FRANTOIO DIMENTICATO si è voluto conoscere e valorizzare un'importante testimonianza di archeologia industriale del nostro Salento, oltre che contribuire alla promozione della sinergia tra diversi Enti che operano sul territorio quali il Comune di Caprarica, l'Università del Salento e il Consorzio CETMA.

L'aspetto innovativo di questo studio è costituito dalla ricerca storica-archeologica finalizzata alla valorizzazione e fruizione del monumento, oggi pressoché ignoto; tale fine è stato perseguito anche con l'utilizzo di prodotti informatici interattivi quali virtual tours 360°, riproduzioni digitali d'ambiente e ricostruzione 3D del monumento. Il progetto è quindi caratterizzato da un forte approccio di tipo scientifico (ricerche storiche e scavo archeologico stratigrafico, non abitualmente previsti in lavori di recupero di antichi frantoi) finalizzato alla comprensione delle dinamiche di costruzione del monumento e di quelle produttive che si sono svolte nel corso dei secoli (XVI-XX) al suo interno. È stato fondamentale perciò uno studio dettagliato della struttura stessa, intesa non solo sotto l'aspetto architettonico ma anche nella suddivisione delle aree e delle figure che vi operavano all'interno. Inoltre, attraverso l'attento studio della cultura materiale rinvenuta in situ, si è potuto arricchire il campione di testimonianze di produzioni ceramiche, di vetro e di metallo circolante durante l'età post medievale nell'hinterland salentino.

Le attività svolte dall'equipe di giovani ricercatori archeologi dell'Università del Salento (Dipartimento di Beni Culturali) e del Consorzio CETMA nello specifico sono state: 1) Indagine archeologica stratigrafica e rilievo architettonico del monumento; 2) Realizzazione di documentazione archeologica e materiale fotografico di supporto; 3) Studio, restauro e documentazione dei manufatti archeologici recuperati durante le operazioni di scavo degli ambienti ipogei; 4) Elaborazione di contenuti digitali e multimediali finalizzati alla comunicazione dei risultati delle indagini ed alla valorizzazione del monumento (virtual tour 360°; modello 3D dell'ipogeo; animazioni virtuali di ambientazione storica); 5) Pubblicazione dei risultati ottenuti su riviste scientifiche di settore ed in contesti editoriali di carattere divulgativo.

La diffusione e la promozione dei risultati ottenuti, già avviata e in corso di arricchimento, sarà quindi sicuramente fonte di accrescimento non solo per la comunità scientifica ma anche per quella locale. Questo permetterà nel tempo di aumentare il potere attrattivo del territorio nella prospettiva di un turismo sempre più interessato alle peculiarità territoriali di ambito storico-archeologico; sarà sempre più possibile, inoltre, sensibilizzare le comunità locali sulla ricchezza e sulla fragilità del patrimonio di cui dispongono in un'ottica di tutela e salvaguardia.

Al fine di una maggiore integrazione del frantoio del Palazzo Baronale di Caprarica nel suo contesto territoriale, sarà inoltre attivata, con il sostegno degli Enti e delle Associazioni locali, e degli stessi privati, una rete che consenta l'attivazione di un circuito di visite a monumenti analoghi ancora oggi in uso o già resi fruibili da interventi di musealizzazione.

Info e contatti:

info@terracunta.it; 3283280483 (Giovanna Maggiulli)

http://ilfrantoiodimenticato.terracunta.it/

www.facebook.com/cromatismiculturali

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