Fu rettore e grande letterato, il Salento piange la scomparsa di Mario Marti

Nato a Cutrofiano il 17 maggio 1914 si è laurato presso La Normale di Pisa nel 1938. E’ stato rettore dell'Università del Salento dal 1968 al 1981. I funerali si svolgeranno domani, giovedì 5 febbraio, alle 15,30, nella chiesa di San Lazzaro, a Lecce. In tanti ne ricordano la figura

LECCE – Il Salento piange oggi la scomparsa di Mario Marti, uno dei più apprezzati letterati italiani vissuti fra ‘900 e nuovo millennio. Avrebbe compiuto 101 anni il prossimo 19 maggio. Nato a Cutrofiano da genitori entrambi di Soleto, vissuto sia nel comune griko, sia a Lecce, è stato docente di lettere, poi preside della Facoltà e quindi rettore nel capoluogo salentino dal 1968 al 1981. Dal 2001 era professore emerito dell’Università del Salento. I funerali si svolgeranno domani, giovedì 5 febbraio, alle 15,30, nella chiesa di San Lazzaro.

Non nasconde la sua tristezza l’attuale rettore, Vincenzo Zara, che ricorda come Marti abbia “attraversato la nostra epoca da protagonista e da testimone. Dal Salento a Pisa a Roma e ritorno, è stato acuto osservatore e studioso della letteratura senza tempo, resa sempre viva col suo entusiasmo di uomo di scienza e di fervido operatore culturale”.

“Mario Marti – prosegue Zara - è stato un saldo punto di riferimento per la nostra comunità accademica: direttore di istituto, di Dipartimento, preside di Facoltà, rettore. Il suo ritratto nella sede del Rettorato ci ricorda questo suo percorso e approdo, sollecitando la nostra memoria verso la sua vasta bibliografia compilata parallelamente al suo impegno istituzionale e culturale”.

Per Marti era stato previsto un omaggio nel corso della prossima conferenza d’Ateneo, il 6 febbraio. “La triste circostanza della sua scomparsa renderà tale omaggio ancor più vivo nella stima e nella riconoscenza”, conclude il rettore.

“La nostra città perde un intellettuale illustrissimo a cui Lecce ha voluto concedere, a buona ragione, la cittadinanza onoraria nel 2002”. Ora a parlare è il sindaco, Paolo Perrone. “E’ trascorso meno di un anno da quando, in occasione del compimento dei cento anni del professore, ospitammo in aula consiliare la cerimonia di consegna allo stesso Marti del volume miscellaneo ‘Letteratura e vita. Colleghi ed amici per i cento anni di Mario Marti’ e, contestualmente, la presentazione del libro di Mario Marti ‘Recuperi. Scavi linguistico-letterari italiani fra Due e Seicento’. Ricordo ancora la commozione e la sentita partecipazione di quanti, tra amici e colleghi, presero parte a quella suggestiva iniziativa organizzata dal Comune di Lecce”.

Il sindaco ne ricorda ancora la figura di “italianista illustre e apprezzato al di fuori dei ristretti confini provinciali e regionali grazie anche alle sue sagaci “incursioni” tra Dante, Leopardi e Boccaccio” e sottolinea “il suo impegno come studioso, come educatore e come rettore emerito dell’Università del Salento, encomiabile e tenace. Una vita vissuta senza tentennamenti tra i libri e tra i suoi futuri ‘discepoli’, coloro i quali ora si sentono autenticamente orfani di un padre illuminato, capace di aprire la letteratura al cuore della gente. Con il professor Marti se ne va un pezzo di storia di Lecce e del Salento. Il mio pensiero in questo momento – conclude - va alla moglie, signora Franca, e ai figli Chiara e Benedetto”.

Anche l’ex sindaco Adriana Poli Bortone, che ha preceduto Perrone (e che gli ha conferito la cittadinanza onoraria), ricorda la statura dello studioso, che definisce “uno degli italianisti più illustri nel Novecento. L’Università di Lecce – aggiunge - ebbe il privilegio di vedere segnati i suoi primi anni di vita dalla presenza, tra gli altri, di docenti come Marti, che conferirono al corso di laurea in lettere una forte impronta di serietà e di rigore scientifico”.

“Chi come me ha avuto il privilegio di averlo come docente – aggiunge - non può che conservare il ricordo affettuoso di un insegnante pregevole e dotato al tempo stesso di quella grande sensibilità umana che gli proveniva dall’avere sempre mantenuto uno stile di vita umile e disponibile a comprendere le difficoltà, esempio di etica ineccepibile”.

“ Da sindaco – prosegue –ebbi l’orgoglio e l’onore di conferirgli la cittadinanza: piccolo quanto simbolico gesto di riconoscenza che, anche attraverso me, quale sua ex allieva, gli studenti  e le loro famiglie, intesero tributargli”.

Marti è ricordato in queste ore anche dal sindaco di San Donato di Lecce, Ezio Conte e da tutta la comunità locale. Marti, peraltro, fu insignito della cittadinanza onoraria anche di San Donato, prima ancora di Lecce. Era il 14 novembre del 1998. “E’ scomparso un insigne salentino di fama internazionale - dice il consigliere comunale delegato alla Cultura, Emanuele Dell'Anna -, un uomo che con i suoi innumerevoli scritti di letteratura accompagnerà ancora la formazione di generazioni di studiosi che ne ricorderanno le alte virtù”. 

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