Il tema dell'appartenenza nella V edizione del “Premio Matroneo"

La fotografia, una delle poche arti ancora accessibile a tutti, capace di parlare senza parole con il solo linguaggio degli occhi, sarà anche quest’anno protagonista indiscussa del concorso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

La fotografia, una delle poche arti ancora accessibile a tutti, capace di parlare senza parole con il solo linguaggio degli occhi, sarà anche quest’anno protagonista indiscussa del concorso fotografico “Premio Matroneo”, indetto dalla Pro Loco di Andrano, e giunto ormai alla sua quinta edizione. Il concorso, che continua a costituire un’importante occasione di approfondimento e riflessione artistica e culturale, quest'anno punterà sul tema di carattere antropologico-sociale dell’ Appartenenza, per lavorare sui luoghi e sulle voci che ci sono all’interno dei luoghi.

Qualcuno scriveva che “l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé”, sentirsi parte di un processo collettivo di costruzione di una propria identità, un processo lungo e complesso che passa, come sappiamo, attraverso l’identificazione con il territorio, sulla base di fattori sociali ed emotivi. Obiettivo del concorso è indagare questa geografia affettiva dei luoghi, questo sentimento dello spazio, per condensarli, attraverso il fil rouge della fotografia, in una rappresentazione che diventi riappropriazione della terra e delle radici, in un mosaico di luoghi, angoli, volti, tradizioni, credenze e abitudini che si caricano così di una valenza simbolica.

Immagini-simbolo di una e di mille identità, perché appartenere non è solo riconoscersi, ma anche riconoscere l’altro da sé superando empaticamente i limiti della soggettività, per accogliere e fare propria un’alterità che non è più minaccia, ma ricchezza. Come sempre il concorso si mette e ci mette alla prova nello scandagliare ontologicamente l’essere umano, alla ricerca di tematiche esistenziali che possano, per un istante, svegliarci dal torpore e aprire crepe nelle nostre certezze, spingerci ad interrogarci e a “comprendere”, termine inteso nel suo significato più profondo di “prendere insieme, abbracciare”, guardando con rispetto la propria cultura e quella di popoli sconosciuti.

Accanto alle foto a tema, il premo include anche la sezione Progetti, in cui è possibile proporre set di foto che condividano un elemento comune: progetti fotografici, portfolio tematici, fotoreportage, storyboard (sequenze di immagini che raccontino una storia). Assieme alle foto, la cui scelta tematica rimane libera, l'autore potrà allegare una breve descrizione del progetto. Saranno tre giorni intensi, quelli del 27, 28 e 29 Dicembre, in cui si affronteranno dibattiti e discussioni circa la natura del tema prescelto; si ascolteranno e si proporranno tesi ed idee, in un confronto sempre aperto di diversità e intensità; le iscrizioni invece sono aperte fino al 12 Dicembre.

Dialogo e comprensione, radici e terra, identità e diversità saranno le parole chiave di questa quinta edizione del “Premio Matroneo”, un evento che tenta ogni anno di superare stereotipi e schemi, per abituare allo stupore, attraverso un’arte che accorcia le distanze, e che prova a rendere, se non uguale, almeno leggibile, ciò che ci è estraneo. Non si conosce che per differenza, dunque, in uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo, nell’eterogeneità dei migliaia di luoghi-simbolo che lo compongono. Daniela Massafra

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