Alla scoperta di Koulopatze fra gelsi, parchi boschi e palazzi

Tutti orfani del tempo
di anime abitate solo
da una speranza
di sogni ancora in attesa.
Versi di 
Grazio Pellegrino (Il poeta dalla penna verde)

Dopo esserci meravigliati a Soleto fra storie di maghi, diavoli, artisti, presepi, falegnami – e custodito storie di una settantina di paesi, il gruppo de 
La Scatola di Latta giunge a Collepasso, piccolo borgo dell’entroterra leccese, avvolto dalla verde campagna delle Serre salentine, dalle quali nasce il canale dell’Asso, il maggior corso d’acqua della zona.

Domenica 9 dicembre alle ore 16.07 ci incontreremo nei pressi del magico Parco Bosco di Collepasso (Via Carabiniere Giuseppe Paglialonga, 43) 

Ci concederemo almeno 13 minuti per socializzare con il luogo e le persone.

Collepasso, Culupazzu, come viene chiamato in dialetto salentino, si trova a 120m slm e le sue terre sono particolarmente adatte, e abbondantemente sfruttate, per la coltivazione di patate, angurie e cereali, principali risorse economiche locali. Il borgo sorge lungo le pendici della Serra di Sant’Eleuterio, incastonato nella verde vallata delle Macche, tra brevi corsi d’acqua che ne solcano il terreno.

Passeggiando tra le antiche vie del centro storico sarà possibile ammirare antichi edifici, religiosi e civili, testimonianza dell’antico passato feudale del borgo.

Il nome Collepasso comparve per la prima volta nel corso del XII sec., sia nella forma greca di Koulopatze, che in lingua latina “Colopati” e “Colopaci”, col significato di casale di Nicola Ippazio, o villaggio di San Nicola. La versione attuale del toponimo deriva dalla posizione di Collepasso, terra di transito obbligatorio per oltrepassare le colline salentine. 
La storia del borgo inizia nel XIII sec., con un primo insediamento andato distrutto dai turchi. Da questo momento il terreno passò sotto il controllo di diverse famiglie feudali, ultima tra tutte la famiglia Leuzzi. Fino all’ottocento nel territorio nacque un numero considerevole di masserie, abitate per lo più da famiglie di coloni o lavoratori stagionali. Fu nel 1805, dopo il trasferimento nel palazzo feudale della giovane baronessa Maria Aurora Leuzzi Contarini e del conte Bartolomeo degli Alberti di Enno che ebbe inizio la ricostruzione del nuovo villaggio. A partire dagli anni 50 dell’ottocento iniziò anche la costruzione di importanti strade statali, che consentirono collegamenti più facili e veloci con i principali paesi limitrofi. Nel 1907 il borgo ottenne l’autonomia amministrativa.

Il percorso è di facile percorribilità, tuttavia si consigliano scarpe comode. La passeggiata inedita non si configura come una visita guidata o turistica ma come una passeggiata civiculturale compartecipata da “genius loci” locali e interventi spontanei che non avrà una replica.
Potrebbero accadere cose fantastiche e musicali.

La passeggiata è gratuita. Non occorre prenotare. 
Invitiamo i partecipanti a contribuire ai prossimi progetti della scatola (rassegne civiculturali, archivio di memoria ed innovazione, libreria della scatola, pubblicazioni, ecc) con un libero contributo di soldini e/o con dei libri, cd, letterine, cartoline, pensieri, segnalazione di persone e luoghi “da conoscere” e da custodire nella scatola.

Chi partecipa all'evento solleva da qualsiasi responsabilità diretta o indiretta gli organizzatori della passeggiata.

L’evento nasce dall'entusiasmo de 
La Scatola di Latta, di Gino MastriaMarta Mastria GianfredaFrancesca FersinoSalvatore Colazzo

foto di 
Marco De Mitri

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